Superbonus senza proroga: ecco quanto costa ai condomini e alle imprese

Il Superbonus al 110 non avrà una proroga: ecco quanto costerà ai condomini e alle imprese a partire dall'1 gennaio 2024.

Superbonus quanto costa condomini imprese

Salvo cambiamenti dell'ultimissimo minuto, il superbonus al 110% non verrà prorogato. Questo significa che, a partire dall'1 gennaio 2024, ci saranno molti cantieri fermi. Vediamo quanto costerà a condomini e imprese.

Superbonus: quanto costa ai condomini e alle imprese?

Mancano una manciata di giorni alla fine del 2023 e il destino del superbonus 110 sembra ormai scritto. L'unica speranza, anche se in molti non ci credono, è la finestra del decreto milleproroghe. Se dovesse restare aperta, il contributo edilizio che prevede la detrazione piena potrebbe avere uno slittamento dal 31 dicembre a data da destinarsi. Dall'altro lato, potrebbe esserci anche qualche speranza in più con un Sal straordinario, ma le certezze sono comunque poche.

Lo scenario più fattibile, considerando che siamo ad un passo dal 2024, è la detrazione al 70%, tra l'altro già ampiamente annunciata dagli organi preposti. Ammesso che sia questa la realtà che i condomini e le imprese vivranno dall'1 gennaio, cosa accadrà? Di certo, ci saranno diversi contenziosi e blocchi dei cantieri. In termini pratici, la domanda è una: quanto costa questo cambiamento ai contribuenti e agli addetti ai lavori?

Pensiamo ad un cantiere che, al 31 dicembre 2023, debba ancora svolgere lavori edilizi per 500 mila euro e che la cessione del credito sia all'85%. Con il superbonus al 110% la quota lasciata scoperta dalla cessione è di 32.500 euro, mentre la cessione copre 467.500 euro (l’85% di 550 mila). Con la detrazione al 70% si sale a 202.750 euro (la cessione copre l’85% di 350 mila). Questo significa che parliamo di una cifra maggiore di sei volte.

Superbonus senza proroga: destino incerto per i cantieri

Appurato che il superbonus potrebbe arrivare a costare 6 volte in più, cosa accadrebbe con uno scenario di questo tipo? Probabilmente, i condomini non riuscirebbero a pagare. Ammesso che vogliano farlo, però, potrebbero trovare qualche ostacolo nelle operazioni con le banche. Queste ultime, infatti, hanno bisogno di operare in quadro legislativo di assoluta sicurezza in materia di esigibilità del credito, sia per loro che per i clienti.

La speranza, in conclusione, è che il Governo faccia una scelta che possa limitare al minimo i danni ai condomini e alle imprese. Le banche, ovviamente, agiranno di conseguenza, valutando ogni rischio implicito legato alle operazioni.