Dopo un'altra seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq, apprezzatosi dello 0,37% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza mista è proseguita in quella che è la prima sessione a pieno servizio. Sono infatti aperte regolarmente le piazze di Tokyo, Shanghai e Shenzhen (per cui questa è la prima seduta dell'ottava) e anche quella di Seoul (rimasta ferma per festività soltanto mercoledì). Tra gli investitori prevale l'ottimismo per una ripresa dell'economia dalla crisi del Covid-19. Ottimismo confermato sia dai dati macroeconomici (c'è attesa per la pubblicazione in giornata di quelli sull'occupazione Usa) che dalle trimestrali della Corporate America. E il risultato è un progresso intorno allo 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è invariato ma il parallelo indebolimento dello yen sul biglietto verde contribuisce a sostenere la performance di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti l'1,80% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un deciso 1,54%). Sul fronte macroeconomico, secondo quanto emerge dai verbali relativi al meeting della Bank of Japan (BoJ) di 18 e 19 marzo, i membri del board responsabile per le politiche monetarie hanno concordato sulla necessità di concentrarsi sul mantenere i tassi d'interesse stabilmente bassi mentre l'economia rimane sotto tensione a causa della crisi del Covid-19. Uno dei membri ha notato come in Giappone il rischio di deflazione resti più forte rispetto a quello d'inflazione.

Tensioni tra Cina e Australia. Le autorità di Pechino hanno infatti annunciato la decisione di "sospendere a tempo indeterminato" tutte le attività nell'ambito del China-Australia Strategic Economic Dialogue. A meno di un'ora dal termine degli scambi lo Shanghai Composite si muove poco sopra la parità, contro flessioni intorno allo 0,90% e allo 0,70% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. In positivo invece Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,50% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque in rialzo intorno allo 0,10%). Progresso di circa lo 0,70% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 segna una perdita dello 0,48% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)