Dopo una chiusura d'ottava segnata da nuovi massimi storici per i tre principali indici di Wall Street (migliore performance quella del Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,56% venerdì), la tendenza si è fatta maggiormente contrastata con l'avvio della nuova settimana in Asia. Nonostante il comunque positivo dato sulla bilancia commerciale di Pechino, gli investitori restano cauti per i possibili ulteriori stop alla produzione in Cina a causa delle misure di contenimento della pandemia, che potrebbero frenare anche i consumi. Riflettori puntati in settimana sull'assemblea del Partito comunista cinese che si terrà fino a giovedì 11 novembre. Dall'altra parte del Pacifico, invece, cruciale sarà il dato sull'inflazione Usa, che sarà pubblicato mercoledì 10 novembre. Il clima contrastato di giornata è confermato da un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove intorno alla parità.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in modesto rialzo a fronte di uno yen in declino di circa lo 0,20% sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,35% (andamento simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,30%). Sul fronte macroeconomico, l'indice anticipatore del Giappone è calato in settembre a 99,7 punti dai 101,3 punti della lettura finale di agosto, scivolando per la prima volta dopo sei mesi sotto la soglia di 100 punti. L'indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece sceso a 87,5 punti dai 91,3 punti precedenti.

In ottobre il rimbalzo delle esportazioni dalla Cina, calcolato in dollari, è calato al 27,1% annuo dal 28,1% di settembre, sopra però al 24,5% del consensus di Reuters. Le importazioni sono invece cresciute del 20,6% annuo, contro il 17,6% precedente. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano lo 0,20% e lo 0,12% rispettivamente, contro il progresso dello 0,48% dello Shenzhen Composite. In negativo Hong Kong: a meno di un'ora dal termine degli scambi l'Hang Seng è infatti in declino di circa lo 0,50% (fa poco meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una perdita intorno allo 0,40%). Contrazione dello 0,31% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 si è deprezzato di appena lo 0,06% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)