Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, deprezzatosi dell'1,03% giovedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza si è fatta maggiormente contrastata. In attesa del cruciale dato sull'occupazione in Usa (incoraggiante quello pubblicato giovedì) gli investitori continuano a valutare una possibile accelerazione nell'uscita dalle politiche di allentamento da parte della Federal Reserve (Fed). "Non penso sia il tempo di intraprendere alcuna azione", ha però dichiarato John Williams, president della Fed di New York, tra i più vicini al chairman Jerome Powell, che parlerà in giornata. Fattori contrastanti che spingono in ribasso di circa lo 0,30% l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in crescita di circa lo 0,10% ma il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde, per quanto modesto, contribuisce a deprimere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,40% (segno opposto che l'indice più ampio Topix, apprezzatosi ma di appena lo 0,03%). Sul fronte macroeconomico, in aprile la spesa delle famiglie è balzata in Giappone del 13,0% annuo, in accelerazione rispetto al 6,2% di marzo e contro la crescita del 9,3% del consensus di Reuters. Si tratta del tasso più elevato da quando si iniziò a elaborare l'attuale statistica nel gennaio 2001. Su base sequenziale i consumi sono invece aumentati dello 0,1% contro il 7,2% precedente e il declino del 2,2% atteso dagli economisti.

Nessun dietrofront e anzi un'ulteriore stretta quella decisa da Joe Biden contro la Corporate China. Il presidente Usa ha infatti firmato giovedì un ordine esecutivo che aumenta a 59 le società cinesi in blacklist dalle 31 in cui l'amministrazione di Donald Trump aveva proibito ai cittadini americani possesso e scambio di partecipazioni. A meno di un'ora dal termine degli scambi lo Shanghai Composite si muove appena sopra la parità, contro rialzi intorno allo 0,30% e allo 0,50% rispettivamente per Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite. In negativo Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti circa lo 0,40% (e l'andamento è simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Flessione intorno allo 0,30% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney è stata dello 0,49% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)