Dopo una seduta di moderato recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,64% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata confermata anche se si è fatta maggiormente contrastata. Principale fattore rialzista, come a Wall Street, sono le positive notizie in arrivo sul fronte della pandemia: Pfizer e BioNTech hanno infatti dichiarato che la terza dose del loro vaccino è efficace anche contro la Omicron, la nuova variante del Covid-19. Rally superiore al 5% per China Evergrande a Hong Kong ma il titolo del colosso del real estate cinese sull'orlo del baratro aveva toccato i minimi nella seduta di mercoledì. Mentre gli investitori attendono il dato sull'inflazione Usa (sarà pubblicato venerdì 10 dicembre), il clima complessivamente positivo viene confermato dal guadagno intorno allo 0,70% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato rialzo ma il parallelo rafforzamento, per quanto modesto, dello yen sul biglietto verde contribuisce a frenare la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,47% (fa poco peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,57%). Sul fronte macroeconomico, nel quarto trimestre il Business Survey Index (Bsi, sondaggio del ministero delle Finanze nipponico che misura la fiducia delle grandi imprese) relativo al settore manifatturiero è cresciuto a 7,9 punti da 7,0 punti del terzo. Il Pil del Sol Levante è calato del 3,6% annuo nel terzo trimestre 2021, dopo il rialzo dell'1,9% del secondo e contro il declino del 3,0% del dato flash.

In novembre il tasso d'inflazione è cresciuto in Cina al 2,3% annuo dall'1,5% di ottobre (0,7% in settembre), contro il 2,5% del consensus di Reuters. I prezzi alla produzione sono invece saliti del 12,9% annuo, in rallentamento rispetto al precedente rimbalzo del 13,5% che era stato il livello più elevato dal 1996. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano progressi dello 0,98% e dell'1,66% rispettivamente, contro il rialzo dello 0,87% dello Shenzhen Composite. Bene anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng guadagna infatti circa l'1% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rialzo intorno all'1,50%). Crescita dello 0,93% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha perso lo 0,28% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)