Dopo una chiusura d'ottava in negativo per Wall Street (peggiore performance settimanale da febbraio per l'S&P 500, deprezzatosi dell'1,31% venerdì), la frenata è stata confermata alla riapertura degli scambi in Asia. A guidare i mercati della regione al ribasso è soprattutto la piazza di Tokyo ma protagonista in negativo rimane la Federal Reserve (Fed). A spaventare gli investitori sono state le dichiarazioni di James Bullard, president della Fed di St. Louis, secondo cui un aumento dei tassi d'interesse Usa potrebbe arrivare già nel 2022. Martedì il chairman Jerome Powell parlerà davanti al Congresso ma sono diversi i rappresentanti della Fed con speech programmati per questa settimana. Clima teso che si concretizza in un calo superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato rialzo a fronte però di un deciso rafforzamento dello yen sul biglietto verde che contribuisce a deprimere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 chiude infatti con un crollo del 3,29% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque di un netto 2,42%). Il tracollo del Nikkei aveva superato il 4% in intraday. Pesanti perdite per il settore dell'auto (intorno al 4% per Nissan Motor e Honda Motor), mentre con una contrazione superiore al 6% tra i peggiori si piazza il colosso della robotica Fanuc Corporation. In declino ma sotto al 3% anche big della finanza come Mitsubishi Ufj Financial Group e Mizuho Financial Group.

Come previsto dagli economisti, la People's Bank of China (PboC) ha lasciato invariato al 3,85% per il quindicesimo mese consecutivo il loan prime rate annuale, dopo averlo abbassato di 20 punti base l'ultima volta nell'aprile 2020. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,10% e lo 0,50% rispettivamente, contro un rialzo intorno allo 0,60% per uno Shenzhen Composite in controtendenza. Male Hong Kong: l'Hang Seng è in declino di ben oltre l'1% (e la performance è poco migliore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Flessione intorno all'1% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney è stata dell'1,81% la contrazione dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)