Dopo un avvio d'ottava che vede nuovamente in sell-off Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, crollato del 4,29% lunedì), alla riapertura dei mercati asiatici la tendenza in negativo è stata confermata, per quanto con toni più moderati. I fattori ribassisti restano sempre gli stessi: guerra in Ucraina, stretta monetaria della Federal Reserve (Fed), inflazione sui massimi storici, lockdown in Cina. Secondo Song Seng Wun, economista di Cimb Private Banking citato da Reuters, "la crescita cinese sta affrontando venti contrari significativi" sia che si guardi all'indice Pmi ufficiale che al Caixin di S&P Global. Per Wun il ritorno alla spesa che è stato la reazione ai due anni di pandemia di coronavirus ora rischia di essere frenato dai costi di finanziamento più elevati. Timori che si riflettono in una flessione intorno allo 0,60% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale ribasso a fronte di uno yen poco mosso sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,58% (fa peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,85%). Sul fronte macroeconomico, in marzo la spesa delle famiglie è scesa in Giappone del 2,3% annuo, contro il rialzo dell'1,1% di febbraio e la flessione del 2,8% del consensus di Reuters. Su base sequenziale i consumi sono invece cresciuti del 4,1% contro il precedente declino del 2,8% e l'incremento del 2,6% atteso dagli economisti.

Piazze cinesi a due velocità. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano infatti circa lo 0,80% entrambi, contro un progresso di oltre l'1% per lo Shenzhen Composite. Male invece Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti una flessione superiore al 2% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una contrazione intorno al 2,50%). A Seoul è di circa lo 0,40% il ribasso del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,98% il declino dell'S&P/ASX 200 in chiusura. L'indice Nab Business Confidence dell'Australia è calato in aprile a 10 punti dai 16 punti di marzo. L'indice relativo alle condizioni di business è invece salito a 20 punti dai 15 punti della lettura finale di marzo.

(RR - www.ftaonline.com)