Dopo una seduta di arretramento per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, deprezzatosi dello 0,60% martedì), la tendenza in negativo viene complessivamente confermata alla riapertura degli scambi in Asia, dopo che dalla Cina è arrivato il dato sui prezzi alla produzione che segnano in ottobre un rimbalzo del 13,5% annuo, sui massimi dal 1996, quando si era iniziato a elaborare la statistica. In serata sarà invece pubblicato quello relativo all'inflazione Usa. Mentre il petrolio continua a guadagnare terreno (il prezzo del Wti è sui massimi delle ultime due settimane), il clima ribassista è confermato dal declino intorno allo 0,20% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato rialzo ma il parallelo indebolimento dello yen sul biglietto verde non riesce a sostenere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,61% (andamento simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,54%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre gli ordini di macchine utensili sono balzati in Giappone dell'81,5% annuo, in accelerazione rispetto al 71,9% di settembre. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l'omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è invece sceso in novembre a 13 punti dai 16 punti di ottobre.

Lo scorso mese il tasso d'inflazione è cresciuto in Cina all'1,5% annuo dallo 0,7% di settembre, contro l'1,4% del consensus del Wall Street Journal. Su base mensile l'indice dei prezzi è invece salito dello 0,7% contro lo 0,1% di agosto e settembre. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,41% e lo 0,53% rispettivamente, contro il declino dello 0,25% dello Shenzhen Composite. In controtendenza invece Hong Kong: a meno di un'ora dal termine degli scambi l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,40% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rialzo intorno allo 0,80%). Netta flessione dell'1,09% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha segnato una perdita dello 0,14% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)