Dopo un'ulteriore seduta in frenata per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi ancora il Nasdaq, deprezzatosi dell'1,30% giovedì), al riavvio degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in negativo è stata confermata. Se i rendimenti sugli U.S. Treasury rallentano marginalmente e i corsi del greggio scivolano dai massimi dall'ottobre 2014 segnati di recente, a farne le spese a New York com'è stato da inizio 2022 è ancora il settore tecnologico, considerato il più vulnerabile a un rialzo dei tassi d'intesse da parte della Federal Reserve. A contribuire al clima ribassista è la crescita dei contagi da Covid-19 che ha portato, tra gli altri, Toyota Motor ad anticipare ulteriori stop per le sue fabbriche in Giappone e Qantas Airways a tornare a ridurre la capacità della sua flotta. Il risultato è un declino superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in calo di circa lo 0,10% e il parallelo rafforzamento di circa lo 0,30% dello yen sul biglietto verde contribuisce a deprimere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,90% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,59%). Sul fronte macroeconomico, in dicembre l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto in Giappone dello 0,8% annuo, in accelerazione rispetto allo 0,6% di novembre e sui massimi dallo 0,9% dell'aprile 2019. L'inflazione core è invece cresciuta dello 0,5% annuo, come in novembre e contro lo 0,6% del consensus di Bloomberg.

Nell'ultimo mese del 2021 l'inflazione è invece cresciuta a Hong Kong al 2,4% annuo dall'1,8% precedente. Si tratta del dodicesimo mese consecutivo d'inflazione dopo una striscia negativa durata un intero semestre. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,91% e lo 0,92% rispettivamente, contro il declino dell'1,32% dello Shenzhen Composite. In negativo anche Hong Kong: a meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in arretramento di circa lo 0,20% (l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, si muove invece appena sopra la parità). Ribasso dello 0,99% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney è stata del 2,27% la perdita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)