Dopo una partenza d'ottava in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,72% lunedì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza ribassista si è consolidata. Principale timore per gli investitori è l'impatto sull'inflazione derivante dalla crisi energetica. Timore che mette in secondo piano l'avvio della tornata di trimestrali della Corporate America (mercoledì 13 ottobre con i risultati di Jp Morgan Chase & Co.). A contribuire al clima negativo, riporta Reuters, il fatto che China Evergrande Group abbia mancato il terzo rimborso di debito obbligazionario in tre settimane, aumentando le preoccupazioni per un possibile effetto contagio su altre società immobiliari. E il risultato è di una perdita superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso come lo è lo yen sul biglietto verde: a Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,94% (fa poco meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,70%). Sul fronte macroeconomico, in settembre i prezzi alla produzione sono saliti in Giappone del 6,3% annuo, contro il 5,8% della lettura finale di agosto e il 5,9% del consensus di Reuters. La crescita si attesta sui massimi dal 6,9% del settembre 2008. La Bank of Japan ha comunicato che in settembre i prestiti erogati dagli istituti di credito del Sol Levante sono saliti dello 0,6% annuo, come in agosto. Escludendo i trust l'aumento dei prestiti è stato invece dello 0,4% annuo contro lo 0,3% precedente.

Giornata negativa per le piazze cinesi. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono infatti circa l'1,80% e l'1,50% rispettivamente, contro un declino superiore al 2% per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti una flessione intorno all'1,40% (fa anche peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in calo di circa l'1,60%). Contrazione superiore all'1% anche per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è stato dello 0,26% il declino dell'S&P/ASX 200 in chiusura. L'indice Nab Business Confidence dell'Australia è salito a settembre a 13 punti da -6 punti della lettura finale di agosto, tornando in positivo dopo due mesi.

(RR - www.ftaonline.com)