Dopo una chiusura d'ottava in modesto recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,19% venerdì), la nuova settimana inizia invece in Asia con un segno negativo. Principali fattori ribassisti sono i contrastati dati macroeconomici in arrivo da Tokyo e Pechino. Bitcoin in altalena nel weekend: la criptovaluta si avvia a chiudere maggio con la peggiore performance mensile addirittura dal 2011 (il bitcoin era stato creato solo due anni prima, nel 2009). Diversi gli appuntamenti per la settimana, dalla decisione delle Reserve Bank of Australia, in arrivo nella notte, al cruciale dato sull'occupazione in Usa, che sarà pubblicato venerdì. L'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, è in marginale rialzo, dopo essersi apprezzato del 2,2% la scorsa ottava.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in lieve declino e il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde contribuisce ad appesantire Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti lo 0,99% (fa peggio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,26%). Sul fronte macroeconomico, in aprile la produzione industriale è balzata in Giappone del 15,4% annuo. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la crescita è però stata del 2,5% contro il 4,1% del consensus di Reuters. Le vendite al dettaglio sono salite del 12,0% annuo, in accelerazione rispetto al 5,2% precedente ma sotto al 15,3% stimato dagli economisti.

L'indice Pmi manifatturiero ufficiale della Cina è sceso in maggio a 51,0 punti dai 51,1 punti di aprile. Il dato rimane per il quindicesimo mese consecutivo sopra alla soglia di 50 punti che separa espansione da contrazione e si confronta con la lettura invariata a 51,1 punti del consensus del Wall Street Journal. Contrastate le piazze cinesi. A meno di un'ora dal termine degli scambi lo Shanghai Composite è infatti in rialzo di circa lo 0,10% contro un declino di pari ammontare per lo Shanghai Shenzhen Csi 300 e il progresso intorno allo 0,90% dello Shenzhen Composite. In negativo Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti circa lo 0,60% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una flessione intorno allo 0,10%). Crescita di circa lo 0,30% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney è stata dello 0,25% la contrazione dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)