Dopo una seduta in netto recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi del 2,76% martedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza in positivo è stata di fatto confermata anche se su toni più moderati. La principale spinta rialzista era stata il dato sulle vendite retail Usa, rimbalzate dell'8,2% annuo in aprile, ma sempre dagli Usa arrivano anche i maggiori timori per gli investitori asiatici e sono legati alle parole di Jerome Powell. Il chairman della Federal Reserve (Fed) ha ribadito la determinazione nel frenare l'impennata dei prezzi ma ha anche ammesso che l'istituto centrale di Washington "dovrà valutare di muoversi in modo più aggressivo" se l'inflazione, sui massimi di 40 anni, non si attenuerà dopo i precedenti aumenti del costo del denaro. Fattore ribassista sono anche i dati macroeconomici tutt'altro che esaltanti in arrivo da Tokyo e Pechino. Il risultato è comunque di un progresso intorno allo 0,50% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso ma il parallelo rialzo dello 0,20% dello yen sul biglietto verde non frena il recupero di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,94% (andamento sostanzialmente uguale pe l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,96%). Sul fronte macroeconomico, il Pil del Giappone è calato dell'1,0% annuo nel primo trimestre 2022, dopo il progresso del 3,8% della lettura finale precedente. Su base sequenziale l'economia nipponica ha registrato invece una contrazione dello 0,2% contro l'espansione dello 0,9% del quarto trimestre. In marzo la produzione industriale è scesa nel Sol Levante dell'1,7% annuo, contro il rialzo dello 0,2% di febbraio. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la produzione industriale è invece cresciuta dello 0,3% (2,0% il precedente incremento).

In aprile i prezzi delle case nelle maggiori città della Cina hanno segnato un declino dello 0,1% annuo, contro il progresso dello 0,7% di marzo. Su base sequenziale i prezzi sono scesi dello 0,3% contro lo 0,1% precedente. Delle 70 città oggetto dell'analisi, solo 18 hanno registrato incrementi su base sequenziale, in peggioramento rispetto alle 29 di marzo. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,20% e lo 0,10% rispettivamente, contro una crescita dello 0,70% per lo Shenzhen Composite. In positivo anche Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti un progresso intorno allo 0,40% (performance simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul è di circa lo 0,10% il guadagno del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,99% il rialzo dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)