Dopo una seduta contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Nasdaq, deprezzatosi di appena lo 0,01% mercoledì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata in positivo. Come previsto la Bank of Japan (BoJ) ha confermato ancora i tassi d'interesse allo 0,10% in negativo e rafforzando ulteriormente il suo impegno nel sostenere un'economia fragile ha dichiarato che si offrirà di acquistare quantità illimitate di titoli di Stato decennali su base quotidiana. Le autorità della Cina hanno promesso sforzi per contrastare l'impatto dei lockdown imposti in molti città, compresa la capitale Pechino. Sullo sfondo rimane la guerra in Ucraina, i cui effetti si sono sentiti soprattutto sul prezzo del gas mentre il petrolio aveva perso terreno mercoledì. Il clima complessivamente positivo è confermato dal progresso intorno allo 0,40% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, segna un netto rialzo intorno allo 0,40% a fronte di un crollo superiore all'1% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,75% (fa meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque del 2,09%). Sul fronte macroeconomico, in marzo la produzione industriale è calata in Giappone dell'1,7% annuo, contro il rialzo dello 0,2% della lettura finale di febbraio. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la produzione industriale è cresciuta dello 0,3% contro il 2,0% di febbraio e lo 0,5% del consensus di Reuters. Le vendite al dettaglio sono invece salite dello 0,9% annuo, contro la flessione dello 0,9% di febbraio e il progresso dello 0,4% stimato dagli economisti.

Prosegue il recupero dopo il sell-off dei giorni scorsi ma le piazze cinesi sono comunque contrastate. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano infatti circa lo 0,30% entrambi, contro il declino intorno allo 0,90% dello Shenzhen Composite. Bene Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,70% (e l'andamento è simile per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). A Seoul è intorno allo 0,80% l'espansione del Kospi, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha guadagnato un netto 1,32% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)