Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,44% mercoledì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza si è fatta maggiormente contrastata ma complessivamente ha virato in positivo. In generale gli scambi sono stati limitati questa settimana, con gli investitori che aspettano sviluppi sull'inflazione (in giornata verrà pubblicato il dato relativo agli Usa) e di conseguenza sulle politiche monetarie (appuntamento clou anche quello con la decisione della Banca centrale europea). Arretrano i corsi del petrolio dopo il rally della precedente sessione. Il risultato è un indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, in marginale progresso, stabile intorno ai valori toccati da fine maggio.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è invariato ma il parallelo lieve rafforzamento dello yen sul biglietto verde non impedisce a Tokyo di chiudere in rialzo: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,34% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi ma di appena lo 0,02%). Sul fronte macroeconomico, in maggio i prezzi alla produzione sono saliti in Giappone del 4,9% annuo, in accelerazione rispetto al rialzo del 3,8% di aprile. Il dato, superiore al 4,5% del consensus di Reuters, si attesta sui massimi dal settembre 2008. Su base sequenziale l'indice è invece cresciuto dello 0,7% contro lo 0,9% precedente e lo 0,5% stimato dagli economisti.

Yi Gang, governatore della People's Bank of China (PboC), si attende che l'inflazione media resti sotto al 2% quest'anno in Cina. "Naturalmente ci sono incertezze sulla situazione della pandemia all'estero, per la ripresa economica e le politiche macroeconomiche, quindi dovremmo stare attenti alle pressioni inflazionistiche e deflazionistiche sotto molti aspetti", ha sottolineato Yi. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,50% e lo 0,70% rispettivamente, contro il rialzo superiore all'1% dello Shenzhen Composite. In positivo anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in crescita intorno allo 0,20% (fa poco meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un rialzo di circa lo 0,30%). Guadagno dello 0,50% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney è stata dello 0,44% l'espansione dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)