Dopo una partenza d'ottava in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi dell'1,29% lunedì), con il riavvio delle contrattazioni anche i mercati asiatici tentano un recupero che fa seguito al sell-off abbattutosi soprattutto sulle piazze cinesi lunedì. La fiducia degli investitori resta comunque fragile a fronte soprattutto di due fattori. Da una parte c'è lo spostamento della Federal Reserve (Fed) verso una politica monetaria maggiormente aggressiva, come confermato settimana scorsa dallo stesso chairman Jerome Powell. Dall'altra i timori per la nuova ondata di contagi da Covid-19 che hanno portato al lockdown anche Pechino dopo Shanghai. "Se la situazione continuerà a lungo avrà anche un impatto sulla supply chain globale", ha notato Manishi Raychaudhuri, equity strategist Asia-Pacific di Bnp Paribas, citato da Reuters. Il risultato è comunque di un recupero superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in ribasso di circa lo 0,20% a fronte di uno yen in moderato rafforzamento sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,41% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,11%). Sul fronte macroeconomico, l'indice dei prezzi core del Giappone stilato dalla Bank of Japan (BoJ) è salito dell'1,1% annuo in marzo, contro l'1,0% di febbraio (0,8% in gennaio). Si tratta della lettura più elevata dall'1,3% del dicembre 2015. Il tasso di disoccupazione del Sol Levante è invece calato al 2,6% in marzo contro il 2,7% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a febbraio. Il dato si attesta sui minimi dal 2,5% del marzo 2020.

La situazione pandemica a Pechino, per quanto nell'ottica della politica di tolleranza zero delle autorità cinesi, ha visto 3,5 milioni di abitanti già sottoposti al test nella giornata di lunedì, cui ne faranno seguito 19 milioni martedì. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono ancora circa lo 0,70% e lo 0,40% rispettivamente, contro un declino intorno allo 0,70% anche per lo Shenzhen Composite. In recupero invece Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,70% (fa ampiamente meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una crescita intorno all'1,40%). A Seoul è di circa lo 0,50% il progresso del Kospi, mentre a Sydney l'S&P/ASX 200 ha perso un netto 2,08% in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)