Dopo una seduta in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,75% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ha invece virato in deciso recupero. Principale fattore rialzista è stato l'intervento della People's Bank of China (PboC), che ha tagliato però solo il tasso d'interesse a cinque anni, cercando d'intervenire soprattutto sulla debolezza del mercato immobiliare. Pechino non sembra comunque intenzionata a mettere in campo misure particolarmente aggressive per sostenere la ripresa economica, mentre le notizie che arrivano dai lockdown non sono incoraggianti, visto che sono stati individuati contagi da Covid-19 in zone di Shanghai attualmente fuori dalla quarantena. Il clima positivo è comunque confermato dal rialzo intorno al 2% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Non abbastanza però per mettere fine alla più lunga striscia di settimane in negativo mai registrata.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente invariato e poco mosso è anche lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l'1,27% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,93%). Sul fronte macroeconomico, in aprile il tasso d'inflazione è salito in Giappone al 2,5% annuo dall'1,2% precedente (0,9% in febbraio), attestandosi sui massimi dal 2,9% dell'ottobre 2014. Su base mensile, rettificata stagionalmente, la crescita dell'indice dei prezzi al consumo è rimasta stabile sullo 0,4% di febbraio e marzo (0,1% in dicembre e gennaio). L'inflazione core è invece salita al 2,1% annuo, dallo 0,8% di marzo (0,6% in febbraio), in linea con il consensus di Reuters. In questo caso si tratta della lettura più elevata dal marzo 2015.

La PboC lascia invariato al 3,70% il loan prime rate annuale, dopo averlo abbassato di 5 punti base in dicembre e di 10 punti base nel gennaio 2021 (in precedenza lo aveva lasciato invariato per diciannove meeting consecutivi). Ridotto invece di 15 punti base al 4,45% il loan prime rate a cinque anni. La maggioranza del consensus di Bloomberg aveva previsto un taglio di 5-10 punti base per entrambi i tassi. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa l'1,40% e l'1,80% rispettivamente, contro una crescita ampiamente superiore all'1% anche per lo Shenzhen Composite. Molto bene Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti un progresso intorno al 2,50% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in rialzo di quasi il 3%). A Seoul è di circa l'1,80% il guadagno del Kospi, mentre a Sydney è stata dell'1,15% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)