Dopo una partenza d'ottava contrastata per Wall Street (in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi di appena lo 0,08% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è invece consolidata su un generalizzato recupero. Fattore ribassista continuano a essere i timori per l'impatto della stretta monetaria della Federal Reserve (Fed) sulla fragile ripresa dell'economia globale. Gli investitori aspettano nuove indicazioni da parte del chairman Jerome Powell, che interverrà in giornata a una conferenza organizzata dal Wall Street Journal. Tuttavia i riflettori sono tutti sulla Cina che, dopo i deludenti dati macroeconomici usciti nel weekend, restituisce un po' di ottimismo con la riapertura di Shanghai dopo settimane di lockdown totale. E il risultato è un rialzo ampiamente superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale ribasso ma il parallelo indebolimento dello yen sul biglietto verde contribuisce a sostenere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti lo 0,42% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,19%). Sul fronte macroeconomico, a marzo l'indice di attività del settore terziario è calato in Giappone dello 0,7% annuo, contro il progresso dello 0,7% di febbraio (1,7% la crescita di gennaio). Su base sequenziale, rettificata stagionalmente, l'indice è invece salito dell'1,3% dopo il precedente ribasso dell'1,3% (0,2% il declino di gennaio).

La politica cinese di tolleranza zero contro il Covid-19 sembra dare i suoi frutti. Le autorità di Shanghai hanno infatti comunicato che dei 16 distretti che compongono la metropoli uno solo rimane in lockdown (1 milioni di persone, contro i 25 milioni complessivi). A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa lo 0,40% e oltre l'1% rispettivamente, contro un rialzo dello 0,50% per lo Shenzhen Composite. Molto bene Hong Kong: l'Hang Seng segna infatti una crescita di circa il 2,70% (fa anche meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con un progresso superiore al 3%). A Seoul è intorno allo 0,80% il guadagno del Kospi, mentre a Sydney è stata dello 0,27% la crescita dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

(RR - www.ftaonline.com)