Avvio in calo per il future Eurostoxx 50 che cede lo 0,61% a 4220 punti. Dopo un avvio d'ottava in decisa frenata per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, deprezzatosi del 2,60% martedì), che era rimasta chiusa lunedì per la celebrazione del Martin Luther King Day, alla ripartenza delle contrattazioni sui mercati europei la tendenza in negativo è stata confermata. Principale fattore ribassista sono ancora i rendimenti sugli U.S. Treasury che si muovono sui massimi degli ultimi due anni in vista di un sempre più probabile aumento dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve (Fed). Intervenendo (in modo virtuale) al World Economic Forum di Davos, il presidente cinese Xi Jinping ha messo in guardia la Fed. "Se le principali economie dovessero ridurre o fare un dietrofront nelle loro politiche monetarie, ci sarebbero gravi ricadute negative. E i Paesi in via di sviluppo ne sopporterebbero il peso maggiore", ha dichiarato. Nonostante il rischio di un rallentamento dell'economia derivante da un inasprimento della politica monetaria della Fed il prezzo del greggio si muove sui massimi dal 2014. Il rendimento del decennale Usa è salito all'1,87%, ai massimi dal gennaio 2020 (era all'1,77% venerdì), quello del 2 anni all'1,01%, arrivando a scontare un aumento dei tassi dello 0,5% già con la riunione della Fed di marzo. Le aspettative medie degli operatori al momento sono per sei rialzi fino all'1,75% nei prossimi mesi, ma c'è chi, come Goldman Sachs, che si spinge oltre e ipotizza 10 incrementi con il raggiungimento del 2,75% per il costo del denaro verso la metà del 2024. Intanto arrivano segnali di rallentamento per l'economia Usa, l'indice Empire State, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York, a gennaio è sceso a -0,7 punti, al di sotto del dato di dicembre di 31,9 e delle stime pari a 25. E' stata la prima lettura negativa dopo 18 positive consecutive. C'è però da dire che l'indice per le condizioni future di business è fermo a 35,1, le aziende evidentemente sono ancora ottimiste sui prossimi sei mesi. Analogamente l'indice Zew che valuta il sentiment economico in Germania, è salito a gennaio a 51,7 punti dai 29,9 punti di dicembre a fronte di attese di un aumento a 32,0. Queste le parole del presidente di Zew, Achim Wambach "Le prospettive economiche sono notevolmente migliorate con l'inizio del nuovo anno. La maggior parte degli esperti dei mercati finanziari presume che la crescita economica riprenderà nei prossimi sei mesi", questo grazie all'ipotesi che l'incidenza dei casi di Covid-19 diminuirà in modo significativo entro l'inizio dell'estate. Anche il rendimento del Bund decennale tedesco è tornato vicino a zero per la prima volta dal maggio 2019, in Germania come negli Usa il rialzo dei rendimenti è lo specchio di un mercato che si sta riposizionando in vista della mutata politica monetaria delle banche centrali, Fed in testa. Il rialzo dei tassi si rende necessario per combattere l'inflazione, in forte crescita non solo negli Usa, tanto che viene da domandarsi quanto potrà resistere la Bce senza adottare misure analoghe. In Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di dicembre. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5% su base mensile e cresciuto del 5,3% su base annuale. Nel mese di novembre l'inflazione annua si era attestata a +5,2%. Si tratta del livello di inflazione su base annua più alto degli ultimi 30 anni. L'indice armonizzato ha mostrato un incremento dello 0,3% su base mensile (consensus +0,3%) e un rialzo del 5,7% su base annua (attese +5,7%, dato precedente +6%). Secondo David Solomon, chief executive di Goldman Sachs Group, è possibile che ci sia ancora per un po' una inflazione "sopra al trend". "Sulla base della mia esperienza, ha senso che, uscendo dal recente periodo di politica monetaria accomodante, l'inflazione possa essere sopra la tendenza per qualche tempo", ha dichiarato Solomon parlando con gli analisti per la presentazione dei risultati trimestrali di Goldman. Risultati che, come quelli dell'altro colosso di Wall Street Jp Morgan Chase & Co., sono stati segnati da una crescita oltre le attese delle spese. Crescita che ha evidenziato quanto l'inflazione, in particolare sulle retribuzioni, stia colpendo duramente il settore bancario. Il future Eurostoxx 50 ieri ha testato un supporto critico edè rimbalzato. Il future è sceso con i minimi di martedì a 4220 punti a testare quelli del 10 gennaio a 4217 e il 50% di ritracciamento del rialzo dal minimo di fine novembre riuscendo poi a rimbalzare e a terminare la seduta a 4253 punti. La chiusura di seduta è praticamente coincidente con la media mobile esponenziale a 50 giorni, la sua tenuta, in chiusura di seduta, potrebbe favorire la realizzazione di un rimbalzo verso 4350, lato alto del canale disegnato dal minimo di inizio ottobre (la linea di base è la neckline del potenziale testa spalle ribassista disegnato dal top del 6 settembre, il lato alto del canale è la parallela alla prima linea tracciata dal picco del 6 settembre). Resistenza successiva a 4410 punti. Sotto area 4200 atteso il test a 4150 della trend line che sale dai minimi di marzo 2020. La violazione anche di quel supporto comporterebbe un deterioramento del quadro grafico anche in ottica di medio periodo con rischio di ulteriori approfondimenti verso i 4025 punti, neckline del citato testa spalle ribassista.

(AM - www.ftaonline.com)