Molte le cifre macroeconomiche pubblicate in giornata.

In Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di ottobre è cresciuta dello 0,9% dopo il calo registrato nel mese precedente pari all'1,5%, rivisto da -1,3% (consensus +0,5%).

In Spagna Markit Economics ha comunicato che nel mese di novembre l'Indice IHS PMI manifatturiero è salito a 59,8 punti da 57,1 punti del mese precedente, confermando una ripresa del trend di crescita, sui massimi da tre mesi. Le attese erano fissate su un indice pari a 58,8 punti.

L'ultima lettura dei dati PMI® ha continuato a mostrarci un settore terziario italiano in espansione. L'attività economica ed i nuovi ordini sono aumentati nettamente ed al tasso più rapido da agosto, con le aziende che hanno registrato un rafforzamento della domanda. Questo ha alimentato il più veloce rialzo delle assunzioni in quattro mesi, anche se le pressioni sulla capacità operativa sono rimaste tra Ie maggiori dell'indagine. Allo stesso tempo, le pressioni inflazionistiche si sono intensificate, indicando costi e tariffe in rialzo ai tassi più rapidi mai registrati sinora. L'Indice principale destagionalizzato IHS Markit PMI® dell'Attività Terziaria in Italia è salito a novembre a 55,9 da 52,4 di ottobre, segnalando il settimo mese consecutivo di crescita della produzione terziaria e al valore maggiore da agosto. Le ragioni principali di quest'accelerazione dell'espansione, nel corso del quarto trimestre, sono legate soprattutto al maggiore incremento dei nuovi ordini ricevuti. Il flusso delle nuove commesse è aumentato per la settima volta in altrettanti mesi, indicando a novembre un forte rialzo ed il più veloce da agosto. Allo stesso tempo, dopo il leggero calo di ottobre, le commesse estere sono aumentate segnalando una maggiore domanda proveniente dai mercati chiave come Europa e USA. Il tasso di crescita delle esportazioni è stato solo marginale, ma il più veloce da luglio. Questo ha alimentato il tasso di assunzione, con le aziende dei servizi che a novembre hanno continuato ad accrescere la loro forza lavoro prolungando l'attuale sequenza di creazione occupazionale iniziata a maggio, collegandola alle forti vendite. Il tasso di incremento è stato peraltro forte ed il più rapido da Attività economica e nuovi ordini in aumento a tassi più rapidi Il più veloce incremento dei livelli occupazionali da luglio Pressioni inflazionistiche mai registrate prima Include IHS Markit PMI® Composito italiano luglio. Ciononostante, a novembre la pressione sulla capacità ha continuato a crescere visto che il livello di commesse inevase è aumentato per la settima volta in otto mesi. È da sottolineare che il tasso di accumulo di ordini in giacenza è stato il più elevato da maggio 2006.

In Germania Markit Economics ha comunicato il dato finale relativo all'Indice IHS PMI dei servizi. Nel mese di novembre l'Indice si è attestato a 52,7 punti in crescita rispetto alla rilevazione di ottobre pari a 52,4 punti, ma inferiore alle attese (53,4 punti). L'indice PMI Composito finale, che misura i risultati combinati delle attività manifatturiere e dei servizi, si e' attestato a 52,2 punti dai 52 punti di ottobre, ma inferiore alla media di lungo termine a 53,1 punti.

In Francia Markit Economics ha reso noto che il dato finale dell'Indice IHS PMI dei servizi nel mese di novembre si e' attestato a 57,4 punti da 56,6 di ottobre, su livelli massimi da cinque mesi, risultando inferiore alle attese (58,2 punti).

Dopo il forte rallentamento rispetto al picco di luglio, l'ultima indagine PMI® di novembre ha registrato una nuova accelerazione della crescita economica dell'eurozona. Nel suo insieme, il tasso di espansione è stato forte ed è rimasto superiore rispetto alla media storica. Tale andamento rispecchia la resilienza del settore terziario poiché il manifatturiero è stato pesantemente ostacolato dai disagi legati alla fornitura. Tassi più forti di crescita sono stati comunque registrati al di fuori delle due maggiori economie dell'eurozona monitorate dall'indagine, visto che soprattutto la Germania ha segnato a novembre un debole tasso di crescita. Allo stesso tempo, a novembre si è registrata una ulteriore intensificazione della pressione sui prezzi nell'eurozona, con un'accelerazione che ha toccato nuovi record per i tassi di inflazione dei prezzi di acquisto e di vendita. Una volta destagionalizzato, l'Indice IHS Markit PMI® della Produzione Composita dell'Eurozona di novembre è salito a 55,4 da 54,2 di ottobre, registrando un tasso di espansione economica dell'eurozona forte ed in accelerazione. Come nota positiva, l'incremento più rapido ha concluso tre mesi consecutivi di rallentamento della crescita, durante i quali l'indice è sceso di 6 punti. Detto ciò, la forte espansione sembra abbia rispecchiato alla lettera la prestazione del terziario, nascondendo il secondo più debole incremento della produzione manifatturiera dall'inizio della ripresa di luglio 2020.

L'Istat ha pubblicato le previsioni relative al biennio 2021-2022. Nel documento si legge che è prevista una crescita sostenuta del Pil italiano (+6,3% quest'anno e +4,7% il prossimo). L'aumento del Pil sarà determinato prevalentemente dal contributo della domanda interna al netto delle scorte (rispettivamente +6,0 e +4,4 punti percentuali nei due anni) a cui si assocerebbe un apporto più contenuto della domanda estera netta (+0,3 punti percentuali in entrambi gli anni). Le scorte fornirebbero invece un contributo nullo. Gli investimenti sosterranno la ripresa con una intensità più accentuata quest'anno (+15,7%) rispetto al 2022 (+7,5%). Anche i consumi delle famiglie residenti e delle ISP segneranno un deciso incremento (+5,1% e +4,8%).L'evoluzione dell'occupazione, misurata in termini di ULA, seguirà il miglioramento dell'attività economica con un aumento più accentuato nell'anno corrente (+6,1%) rispetto al 2022 (+4,1%). L'andamento del tasso di disoccupazione rifletterà invece la progressiva normalizzazione del mercato del lavoro, con un incremento nel 2021 (9,6%) e una riduzione nel 2022 (9,3%). Il deflatore della spesa delle famiglie residenti aumenterà dell'1,8% quest'anno, risentendo dell'attuale fase di accelerazione dell'inflazione che è attesa protrarsi nel 2022 (+2,2%).Lo scenario presentato tiene conto degli effetti degli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dell'orientamento ancora espansivo della politica monetaria e dell'assenza di significative misure di contenimento delle attività sociali e produttive legate all'emergenza sanitaria.

Nel Regno Unito Markit Economics ha comunicato che nel mese di novembre l'Indice IHS Markit/CIPS dei Servizi si e' attestato a 58,5 punti dai 59,1 punti di ottobre risultando inferiore al consensus pari a 58,6 punti.

Eurostat ha reso noto che ad ottobre il volume delle vendite al dettaglio nella Zona Euro e' cresciuto dello 0,2% su base mensile (consensus +0,2%), risultando superiore al -0,4% di settembre (rivisto da -0,3%). Su base annuale l'indice ha registrato una variazione del +1,4% dal +2,6% della rilevazione precedente risultando superiore al consensus (+1,2%).

Diminuiscono i depositi overnight presso la Bce. L'ultima rilevazione giornaliera indica che i depositi di breve delle banche europee presso la Banca centrale europea ammontano a 747,338 miliardi di euro, dai 821,841 miliardi della lettura precedente. Scendono a zero i prestiti marginali da 1 milione di euro precedenti.

Spread BTP/Bund a 130 punti base nel pomeriggio. Il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni si attesta allo 0,95%.

Titoli di Stato tedeschi deboli. Il Bund future di dicembre 2021 scende a 172,57 punti (-0,10%) ed il Bobl future si attesta a 135,45 punti (-0,05%).

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