Piazza Affari chiude la seduta (e il semestre) in forte calo. FTSE Mib -2,37%, FTSE Italia All-Share -2,47%, FTSE Italia Mid Cap -1,63%, FTSE Italia STAR -2,28%.Male anche le altre maggiori piazze azionarie europee. AX -1,70%, Eurostoxx 50 -1,79%, CAC 40 -1,8%, IBEX 35 -1,09%, FTSE 100 -1,96%.Wall Street è in calo dopo due ore e mezzo di contrattazioni. S&P 500 -0,98%, Nasdaq 100 -1,16%, Dow Jones -0,76%.

I mercati mondiali sostanzialmente confermano con quest'ultima seduta il pesante ribasso di tutto il semestre e i timori sull'eventualità di una recessione e di pesanti impatti dall'accelerazione restrittiva delle politiche monetaria.

Se l'euro in chiusura recupera leggermente sul dollaro (EUR/USD a 1,046), questo non interrompe il costante calo degli ultimi mesi che ha quasi riportato sulla parità il rapporto tra moneta unica e biglietto verde.

La fuga dall'azionario in un clima odierno di risk off contribuisce ancora una volta ai riapprezzamenti dei titoli di stato europei. Il rendimento del *BTP *cede 17 punti base e si riporta al 3,39%, lo spread sul Bund scende però a 202 punti base, perché lo yield del Bund segna un ribasso ancora maggiore: -19 pb all'1,38 per cento.Da segnalare oggi la diffusione dei dati dell'inflazione francese (IAPC 6,5% a/a a giugno in linea con le attese) e il calo della disoccupazione italiana (a 8,1%) ed europea (a 6,6%) di maggio. Già prima dell'apertura però il pmi manifatturiero cinese è tornato sopra la soglia dei 50 (a 50,2) per il mese di giugno ma ha deluso le attese (50,5). Sono stati inoltre negativi i dati sulla disoccupazione Usa.

*Petrolio *in calo. Il Brent si attesta a 110,22 $/barile, con un pesante calo dell'1,88 % e il WTI quota a 107 $/barile con un pesante calo del 2,47%. Il settore petrolifero questa volta ne risente con Eni in calo del 2,36% e Tenaris in ripiegamento di 2,54 punti percentuali.
Si fa notare ancora Saipem: l'azione ordinaria cede il 21,72% e il diritto perde il 56,52 per cento. La società è nel mezzo di un difficile (ma garantito) aumento di capitale da 2 miliardi di euro. Ieri il gruppo ha subito una condanna in appello in Algeria relativa a un'assegnazione del 2008: confermata dunque la sentenza dello scorso febbraio che impone ammende e risarcimenti fino a 199 milioni di euro circa, ma Saipem ha annunciato già un'impugnazione alla Corte Suprema. In ogni caso gli importi sono stati già accantonati.

Molto male anche il comparto del credito: *Ftse Italia Banche *-4,36% Le vendite diffuse su questo settore spesso pro-ciclico colpiscono soprattutto Unicredit (-5,26), nonostante la cessione di un importante pacchetto di crediti deteriorati 1,3 miliardi di euro a illimity Bank (-1,61%), e Intesa (-5,12%).

Sotto il riferimento Atlantia (-0,14%) e Terna (-0,45%).

(GD - www.ftaonline.com)