La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in ordine sparso. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,70%, l'S&P 500 lo 0,28% mentre il Nasdaq Composite, penalizzato dai giganti tecnologici Amazon, Alphabet, Facebook e Microsoft, ha perso lo 0,48%.
Tra i titoli in evidenza Estée Lauder Companies -7,84%. Il gruppo dei cosmetici ha chiuso il terzo trimestre con un giro d'affari inferiore alle attese (3,86 miliardi di dollari contro i 3,94 miliardi del consensus). Deludente anche l'outlook per l'intero esercizio; i ricavi annuali (a cambi costanti) sono attesi in crescita tra il 9% ed il 10% contro il +11,8% del consensus.
Moderna +4,03%. Il gruppo biotech ha annunciato che fornirà fino a 500 milioni di dosi del vaccino contro il Covid-19 al programma Covax. 34 milioni di dosi arriveranno nel quarto trimestre 2021.
Verizon Communications +0,29%. Il colosso delle telecomunicazioni ha siglato un accordo per la cessione di Yahoo e Aol ad Apollo Global Management per 5 miliardi di dollari.
Capri Holdings +4,18%. BMO ha alzato il target price sul titolo della casa madre di Versace, Michael Kors e Jimmy Choo a 75 dollari da 48 dollari.
Dell Technologies -0,62%. Il gruppo della digital transformation ha raggiunto l'accordo per cedere Boomi, business basato sul cloud acquisto nel 2010, ai private Tpg Capital e Francisco Partners per 4 miliardi, debito incluso.
Sul fronte macroeconomico Markit ha reso noto che nel mese di aprile l'Indice IHS PMI Manifatturiero e' sceso lievemente a 60,5 punti da 60,6 della lettura precedente, indicando un solido incremento delle condizioni operative, ma in lieve rallentamento rispetto alla lettura precedente. Le attese erano fissate su un indice a 60,7 punti.
L'Institute for Supply Management ha reso noto che nel mese di aprile l'Indice ISM Manifatturiero è sceso a 60,7 punti dai 64,7 punti registrati a marzo. Il dato e' risultato inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a 65 punti.
Il Census Bureau reso noto che la spesa per le costruzioni e' cresciuta dello 0,2% a marzo dopo essere diminuita dello 0,6% a febbraio (dato rivisto da -0,8%), risultando inferiore alle attese degli economisti fissate su un incremento dell'1,9%.

(RV - www.ftaonline.com)