La Borsa di New York ha aperto la seduta in rialzo sostenuta dall'accelerazione della crescita nel secondo trimestre dell'economia a stelle e strisce ed al calo delle richieste di sussidi di disoccupazione. Il Dow Jones guadagna lo 0,6%, l'S&P 500 lo 0,4% ed il Nasdaq Composite lo 0,1%.
Tra i titoli in evidenza Ford Motor +5%. Il gruppo automobilistico ha migliorato di circa 3,5 miliardi di dollari l'outlook sull'intero esercizio in termini di utile rettificato prima delle tasse a 9-10 miliardi. Il colosso di Dearborn sta gestendo la carenza di chip grazie alla solida domanda per i suoi modelli più profittevoli come il Suv Bronco. Nel secondo trimestre Ford ha registrato profitti netti in declino da 1,1 miliardi di dollari, pari a 28 centesimi per azione, a 600 milioni e 14 centesimi. Su base rettificata l'eps si è attestato a 13 centesimi, contro perdite per 3 centesimi del consensus di FactSet. Le vendite sono rimbalzate del 38% annuo a 26,8 miliardi di dollari, contro 23,0 miliardi stimati dagli analisti.
Facebook -3%. Il social network ha presentato risultati relativi al secondo trimestre segnati da profitti netti più che raddoppiati da 5,18 miliardi, pari a 1,80 dollari per azione, a 10,39 miliardi, e 3,61 dollari, contro i 3,04 dollari del consensus di FactSet. I ricavi sono rimbalzati del 56% annuo a 29,08 miliardi, contro i 27,89 miliardi del consensus di Refinitiv. Risultato che, per Facebook, è quasi totalmente generato dall'advertising online: i ricavi pubblicitari sono infatti cresciuti del 56% annuo a 28,58 miliardi di dollari, a fronte per altro del rimbalzo del 47% annuo per il prezzo di un singolo annuncio. A deprimere il titolo a è però l'allarme sulla "significativa decelerazione" prevista per la crescita dei ricavi già nell'attuale trimestre. Frenata dovuta anche al recente aggiornamento di iOS, il sistema operativo degli iPhone di Apple, che impatterà sulla capacità di Facebook di targetizzare la sua pubblicità. Segnali della frenata sono comunque già arrivati nel secondo trimestre, con una crescita del 7% annuo per gli utenti attivi mensili, saliti alla mostruosa cifra di 2,90 miliardi ma comunque sotto ai 2,92 miliardi del consensus. E soprattutto si tratta del tasso di crescita più basso registrato in almeno tre anni, secondo i dati di Refinitiv.
PayPal -5%. L'azienda di Palo Alto ha comunicato risultati contrastati per il secondo trimestre ma soprattutto ha fornito una guidance deludente. PayPal ha sofferto in particolare modo la transizione dell'ex capogruppo eBay verso un suo sistema di pagamenti indipendente (passaggio annunciato già nel 2018, dopo lo spin-off realizzato nel 2016), che dovrebbe essere conclusa comunque entro l'anno, permettendo a PayPal di avere maggiore visibilità sul suo business già nel 2022. Nei tre mesi PayPal ha registrato profitti netti in declino da 1,53 miliardi, pari a 1,29 dollari per azione, a 1,18 miliardi, e 1,00 dollari. Su base rettificata l'eps è salito da 1,07 a 1,15 dollari, contro gli 1,12 dollari del consensus di FactSet. I ricavi sono cresciuti da 5,26 a 6,24 miliardi, sotto ai 6,27 miliardi del consensus di Refinitiv. Per il terzo trimestre PayPal si attende un eps di 1,07 dollari, su 6,15-6,25 miliardi di ricavi (1,14 dollari e 6,44 miliardi il consensus di Refinitiv).
Qualcomm +5%. Il gruppo dei chip ha comunicato risultati per il terzo trimestre dell'esercizio 2021 segnati da profitti netti più che raddoppiati da 845 milioni, pari a 74 centesimi per azione, a 2,03 miliardi, e 1,77 dollari. Su base rettificata l'eps si è attestato a 1,92 dollari, contro gli 1,68 dollari del consensus di Refinitiv. Nei tre mesi allo scorso 27 giugno i ricavi sono rimbalzati del 65% annuo a 8,06 miliardi. Su base rettificata sono comunque cresciuti del 63% annuo a 7,99 miliardi, contro i 7,53 miliardi del consensus di FactSet.
Sul fronte macroeconomico il Bureau of Economic Analysis ha reso nota la prima stima preliminare del PIL relativo al secondo trimestre 2021 indicando un rialzo pari al 6,5%, inferiore alle attese fissate al +8,5% ma superiore alla lettura precedente. Nel primo trimestre 2021 il PIL era cresciuto del +6,3%. L'indice dei prezzi PCE è aumentato del 6,1%, rispetto a un aumento del 4,3% precedente. Escludendo i prezzi di cibo ed energia, l'indice dei prezzi PCE è aumentato del 6,1%, rispetto a un aumento del 2,5% precedente.
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 23 luglio si sono attestate a 400 mila unità, superiori alle attese (380 mila) ma inferiore e al dato della settimana precedente (424 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 16 luglio) si attesta a 3,269 milioni, superiore a 3,262 milioni della rilevazione precedente (attese 3,196 milioni).
La National Association of Realtors ha reso noto che l'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato a giugno un decremento dell'1,9% dopo l'incremento dell'8,3% a maggio. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari allo 0,3% mese su mese. L'indice è sceso a 112,8 punti da 115 punti precedenti.

(RV - www.ftaonline.com)