La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in ribasso dopo il deludente dato sull'occupazione, con gli investitori preoccupati sui possibili impatti della nuova varante Omicron. Il Dow Jones ha perso lo 0,17%, l'S&P 500 lo 0,84% ed il Nasdaq Composite l'1,92%.
Male il comparto tecnologico.
Tra i titoli in evidenza Nvidia -4,46%. La U.S. Federal Trade Commission (Ftc) è pronta a bloccare il takeover di Arm da parte del colosso delle schede video. Giovedì l'autorità antitrust di Washington ha infatti presentato una causa per fermare l'acquisizione da 40 miliardi di dollari (a vendere sarebbe la conglomerata nipponica Softbank Group), annunciata nel settembre 2020, sottolineando che "l'accordo verticale proposto darebbe a una delle più grandi società di chip il controllo di una tecnologia su cui le aziende rivali fanno affidamento per sviluppare i propri chip concorrenti". Per Washington il gruppo che nascerebbe dall'integrazione di Arm in Nvidia avrebbe i mezzi e l'incentivo per soffocare le tecnologie innovative di prossima generazione, comprese quelle usate per gestire i data center e o i sistemi per la guida autonoma delle vetture. Anche le autorità di Ue, Cina e Gran Bretagna sono di fatto contrarie al deal che oggi sembra sempre più a rischio.
DocuSign -42,22%. La società specializzata in tecnologie per la firma digitale e la gestione digitale delle transazioni ha registrato nel trimestre al 31 ottobre un dato relativo ai billings (le fatturazioni) a 565,2 milioni contro la guidance di 585-597 milioni. Delude anche l'outlook per l'attuale trimestre a 647-659 milioni di dollari, contro i 705 milioni del consensus di FactSet.
DiDi Global -22,24%. La rivale asiatica di Uber ha annunciato il delisting da Wall Street.
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che nel mese di novembre i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono cresciuti di 210mila unita' dopo l'incremento di 546mila unità nella rilevazione precedente (rivisto da 531 mila unità). Le attese erano fissate su un incremento di 550 mila unità. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,2%, inferiore alla rilevazione precedente pari al 4,6% e alle attese (+4,5%). Cresce dello 0,3% il salario orario medio mensile risultando inferiore alla rilevazione di ottobre e alle attese (entrambe pari a +0,4%). Su base annua le retribuzioni crescono al ritmo del 4,8% pari al dato precedente.
L'indice IHS PMI dei Servizi è sceso a 58 punti a novembre da 58,7 punti precedenti, confermando una solida espansione delle attività, superiore alla stima flash di 57 punti. Le attese erano fissate su un indice pari a 57 punti. L'indice IHS PMI Composito è salito a 57,2 punti da 57,6 precedenti.
L'Institute for Supply Management ha comunicato che a novembre l'indice ISM non manifatturiero si è attestato a 69,1 punti dai 66,7 punti di ottobre. Le previsioni degli economisti erano fissate su un indice pari a 65 punti.
Il Dipartimento del Commercio ha annunciato che nel mese di ottobre gli ordini industriali sono cresciuti dell'1% dopo l'incremento dello 0,5% registrato a settembre. Gli economisti avevano stimato una crescita dello 0,5% su base mensile.
Gli ordinativi alle fabbriche escluso il settore dei trasporti sono cresciuti dello 0,8%, pari alla lettura precedente.
Nell'arco della settimana il Dow Jones ha perso lo 0,91%, l'S&P 500 l'1,22% ed il Nasdaq Composite il 2,62%.

(RV - www.ftaonline.com)