Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in deciso ribasso. Il Dax di Francoforte cede il 2,2%, il Cac40 di Parigi il 2,4%, il Ftse100 di Londra il 2,3% e l'Ibex35 di Madrid l'1,6%.
Mercati del vecchio continente penalizzati dallo scivolone di Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, crollato del 3,18% mercoledì), in scia a un rallentamento solo marginale per i prezzi al consumo in Usa in aprile (l'inflazione è scesa all'8,3% annuo dall'8,5% di marzo). L'inflazione, che rimane intorno ai massimi di 40 anni, non fa che fornire ulteriori spinte alla stretta della Federal Reserve sul costo del denaro.
Tra i titoli in evidenza HeidelbergCement -6%. Il gruppo del cemento ha comunicato un crollo del 27% annuo per i profitti da attività ricorrenti nel primo trimestre, a 394 milioni di euro. Il margine operativo rettificato è sceso all'8,9% dal 13,6% di un anno prima. Il colosso tedesco ha attribuito il peggioramento della profittabilità al significativo rialzo dei costi per energia e trasporti. I ricavi sono invece cresciuti del 12% a 4,43 miliardi, grazie anche all'aumento dei prezzi di vendita.
JD Sports Fashion +1%. Il retailer d'abbigliamento sportivo prevede profitti ante imposte e proventi e oneri straordinari per l'esercizio in corso almeno pari a quello registrato nell'esercizio fiscale 2022 (stimato in circa 940 milioni di sterline). Nelle prime 14 settimane del nuovo esercizio le vendite (a perimetro e cambi costanti) sono aumentate di oltre il 5% rispetto allo stesso periodo di un anno prima.
Sul fronte macroeconomico nel Regno Unito il Pil nel primo trimestre 2022, secondo quanto comunicato su base preliminare dall'Office for National Statistics (Ons, l'ente statistico di Londra), è cresciuto dell'8,7% annuo, contro il 6,6% dell'ultimo periodo dello scorso anno (9,9% il rialzo del terzo trimestre) e il 9,0% del consensus. Su base sequenziale l'economia britannica ha invece registrato un'espansione dello 0,8% contro l'1,3% precedente (0,9% nel terzo trimestre) e l'1,0% stimato dagli economisti. Nel solo mese di marzo il Pil è calato dello 0,1% sequenziale, contro il rialzo dello 0,1% di febbraio (0,8% in gennaio) e la lettura invariata del consensus.
A marzo la produzione industriale è cresciuta dello 0,7% annuo, contro il 2,1% della lettura finale di febbraio (3,0% in gennaio) e il rialzo dello 0,4% stimato dagli economisti. Su base sequenziale la produzione industriale è invece calata dello 0,2% dopo il precedente declino dello 0,3% (0,7% l'incremento di gennaio) e il progresso dello 0,1% del consensus.

(RV - www.ftaonline.com)