Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso sui timori da parte degli investitori dell'impatto dei blocchi a supply chain e logistica globale, causati ancora dalla pandemia di coronavirus, per i profitti delle aziende e sulle pressioni inflazionistiche che non accennano a perdere di forza. L'indice Stoxx 600 cede lo 0,2%, il Dax di Francoforte lo 0,3%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,3%.
Tra i titoli in evidenza Kering -4%. Il gruppo del lusso ha comunicato che nel terzo trimestre i ricavi sono rimbalzati del 12,2% annuo a perimetro e valute costanti, a 4,19 miliardi di euro. Il dato segna anche un netto progresso del 10,0% rispetto al terzo trimestre 2019. Deludono però le vendite di Gucci, marchio di punta del colosso francese.
Burberry Group +1,9%. La casa di moda ha nominato Jonathan Akeroyd nuovo chief executive office (CEO).
Nestlé +2%. Il gruppo alimentare ha migliorato l'outlook sull'esercizio 2021 dopo avere registrato per i primi nove mesi dell'anno una crescita delle vendite del 6,0% annuo (7,6% a perimetro costante), a 63,29 miliardi di franchi (58,84 miliardi di euro), contro i 62,93 miliardi (58,51 miliardi di euro) del consensus citato dallo stesso colosso elvetico. Nestlé ha alzato dal 5% -6% al 6% -7% la stima di crescita delle vendite a perimetro costante nell'intero anno fiscale.
Akzo Nobel -1%. Il produttore di vernici ha chiuso il terzo trimestre con un utile operativo adjusted inferiore alle attese a causa dell'aumento dei costi delle materie prime e dall'interruzione delle forniture.
Vinci +2%. Il gruppo delle costruzioni e delle concessioni ha comunicato per il terzo trimestre un progresso delle vendite del 7,8% annuo (5,9% la crescita a perimetro costante) a 13,24 miliardi di euro. Risultato in linea con le attese degli analisti ma che porta i ricavi di Vinci oltre i livelli pre-pandemici (13,13 miliardi erano state infatti le vendite del terzo trimestre 2019).
Sul fronte macroeconomico Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che nel mese di settembre l'Indice dei Prezzi alla Produzione è cresciuto del 2,3% su base mensile risultando superiore alle attese pari a un indice dell'1% e alla rilevazione precedente (+1,5%). Su base annuale il PPI e' cresciuto del 14,2%, a fronte di un consensus pari a +12,7%, dal +12% della rilevazione precedente.
Nel Regno Unito l'Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) ha reso noto che l'indice dei prezzi al consumo ha mostrato, nel mese di settembre, una crescita dello 0,3% su base mensile dopo la variazione dello 0,7% ad agosto, risultando inferiore al consensus fissato su un incremento dello 0,3%. Su base annuale l'inflazione è cresciuta del 3,1% risultando inferiore alla rilevazione precedente e alle attese (+3,2%). L'indice core ha registrato un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2020. L'indice dei prezzi al dettaglio (Retail Price Index) ha segnato un incremento del 4,9% su base annuale risultando superiore alle attese (+4,7%) e alla rilevazione precedente (+4,8%).

(RV - www.ftaonline.com)