Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso nel giorno dell'avvio della stagione delle trimestrali della Corporate America (prima delle big a scendere in campo Jp Morgan Chase & Co.). L'indice Stoxx 600 cede lo 0,3%, il Dax di Francoforte lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,5% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,5%.
Permangono i timori per l'impatto sui prezzi della crisi energetica e crescono le aspettative per l'avvio del tapering da parte della Federal Reserve. Oggi in agenda (nel primo pomeriggio) il dato sull'inflazione Usa a settembre.
Tra i titoli in evidenza Lvmh +0,4%. Il colosso del lusso ha comunicato di avere registrato nel terzo trimestre 2020 vendite in crescita a perimetro costante del 20% annuo a 15,51 miliardi di euro (15,38 miliardi il consensus di FactSet). Il dato è sostanzialmente in linea con il 21% delle stime di Barclays, citate da Reuters, ma arriva dopo il rimbalzo dell'84% registrato nel secondo trimestre. Rispetto ai livelli pre-pandemici, che offrono una metrica più attendibile, Lvmh ha messo comunque a segno un rialzo dell'11% sul terzo trimestre 2019. La performance migliore è arrivata dal business Fashion & Leather Goods, che genera quasi la metà delle vendite del gruppo, cresciuto del 24% annuo e del 38% rispetto al terzo trimestre 2019.
Sap +2,5%. Il gigante dei software ha alzato le stime per l'esercizio in corso. I ricavi della divisione cloud sono attesi ora in crescita tra il 16% ed il 19%. L'utile operativo è visto stabile o in calo del 2% rispetto all'esercizio precedente contro lo 0%/ -4% indicato in precedenza.
Spie +6%. Il gruppo di ingegneria si è ritirato dalla corsa per l'acquisto di Equans, la società in cui Engie ha concentrato lo scorso giugno le attività relative a servizi energia, gestione edifici, efficienza energetica, ristrutturazioni, meccanica e robotica e servizi digitali.
Salzgitter -1%. Jp Morgan ha tagliato il rating sul titolo del gruppo siderurgico a "neutral" da "overweight".
Sul fronte macroeconomico in Germania l'Ufficio Federale di Statistica (Destatis) ha reso noto il dato definitivo relativo all'inflazione di settembre. L'indice dei prezzi al consumo è rimasto invariato su base mensile ed è cresciuto del 4,1% su base annuale, dal +0,0% m/m e +4,1% su base annuale.
Nel Regno Unito in luglio la Bilancia Commerciale ha registrato un deficit pari a 14,9 miliardi di sterline, da un deficit di 12,7 miliardi di luglio. Lo ha reso noto l'ufficio di statistica britannico. Gli analisti avevano stimato un deficit inferiore pari a 11,9 mld di sterline.
Il PIL e' cresciuto dello 0,4% ad agosto risultando superiore alla lettura precedente, pari a +0,1%, ma inferiore alle attese (+0,5%).
Nel mese di agosto la produzione manifatturiera è cresciuta dello 0,5% rispetto al mese precedente, risultando superiore alle attese (+0,1%), dopo la crescita dello 0,2% a luglio e a giugno. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno l'indice è cresciuto del 4,1% in linea con le attese e dopo un incremento del 6% della rilevazione precedente.

(RV - www.ftaonline.com)