Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in calo. Il Dax di Francoforte cede lo 0,3%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,1%. Piatto l'Ibex35 di Madrid.
Senza dimenticare l'impatto della guerra in Ucraina (e delle relative sanzioni imposte alla Russia) sui prezzi globali dell'energia, i due principali fattori ribassisti rimangono Cina e Federal Reserve (Fed). Non accennano ad allentarsi i lockdown che riguardano metropoli come Shanghai, che vede ancora chiusi in casa i suoi 25 milioni di residenti. E il timore per un impatto sulla ripresa economica globale della politica di tolleranza zero di Pechino sul Covid-19 continua a condizionare i mercati. Così come non si allontanano le preoccupazioni per il fatto che la stretta monetaria della Fed possa alla fine innescare una recessione.
Tra i titoli in evidenza Infineon Technologies -2% nonostante una trimestrale superiore alle attese Il gruppo dei semiconduttori ha registrato nel secondo trimestre un giro d'affari a 3,3 miliardi di euro contro i 3,21 miliardi del consensus Refinitiv. Rivista al rialzo la guidance per l'intero esercizio a circa 13,5 miliardi da 13 miliardi della precedente stima.
Adidas -0,6%. Tre broker hanno tagliato il target price sul titolo del gruppo dell'abbigliamento sportivo. Credit Suisse ha abbassato a 193 euro da 205 euro, Rbc a 265 euro da 300 euro e Wedbush a 235 euro da 282 euro.
PostNL -12%. Il gruppo dei servizi postali ha abbassato la stima sull'Ebit normalizzato 2022 a 170-210 milioni di euro da 210-240 milioni di euro della precedente guidance.
Sul fronte macroeconomico in Francia il deficit della bilancia commerciale, secondo quanto comunicato da Direction générale des Douanes et Droits (le Dogane di Parigi), a marzo è salito a 12,4 miliardi di euro, dai 10,4 miliardi della lettura finale di febbraio (8,0 miliardi in gennaio), contro i 6,1 miliardi del marzo 2021. Le esportazioni sono scese a 45,7 miliardi dai 45,8 miliardi precedenti (47,6 miliardi in gennaio). Le importazioni sono invece aumentate a 58,1 miliardi dai 56,1 miliardi di febbraio (55,6 miliardi in dicembre e gennaio).

(RV - www.ftaonline.com)