Le borse sono andate incontro ad una fase di pesanti cali martedì, innescata dal dato Usa sul disavanzo commerciale. La crescita della domanda interna ha fatto aumentare* il disavanzo del 5,6% al record di 74,4 miliardi di dollari*, valore che era per altro atteso: le importazioni sono cresciute del 6,3% al record di 274,5 miliardi a marzo, quelle di merci sono risultate in aumento secondo il Dipartimento del commercio del 7,0% a 234,4 miliardi di dollari, anche in questo caso un valore record. Valori più alti di sempre anche per le importazioni di beni di consumo, di alimentari e di beni capitali. Il deficit potrebbe allargarsi in futuro, l'economia Usa è in forte espansione grazie anche al recente pacchetto di stimolo da 1900 miliardi approvato dal nuovo presidente Biden e cresce più rapidamente delle altre, Cina esclusa.

A sostenere l'economia, e le borse, contribuisce anche l'atteggiamento di politica monetaria ultra espansiva della Federal Reserve, e proprio in questa luce vanno viste le parole pronunciate dal segretario al Tesoro Janet Yellen a un seminario economico presentato da The Atlantic. La Yellen ha dichiarato "It may be that interest rates will have to rise somewhat to make sure that our economy doesn't overheat" aggiungendo poi, riferendosi ai piani di sostegno di Biden, "Even though the additional spending is relatively small relative to the size of the economy, it could cause some very modest increases in interest rates".

La Fed tiene i tassi vicini allo zero ma l'economia viaggia al passo più veloce degli ultimi 40 anni, l'inflazione potrebbe quindi fare balzi inattesi e sgraditi che rischiano di costringere la banca centrale ad agire. Secondo la Yellen comunque questi investimenti sono necessari perchè gli Usa siano competitivi e produttivi e perchè l'economia possa crescere più velocemente. Gli Usa hanno stanziato dall'inizio della pandemia 5300 miliardi di dollari come stimolo, 3000 miliardi di deficit nel 2020 e 1700 nella prima metà dell'anno fiscale 2021. Biden ha poi sponsorizzato anche un piano da 4000 miliardi sulle infrastrutture e altri progetti a lungo termine.

I bond hanno reagito al calo delle borse, il rendimento del Bund decennale è sceso fino a -0,248%, ai minimi da una settimana, il Bto decennale allo 0,81%, in calo dallo 0,84% della giornata precedente.

Un segnale graficamente evidente lo ha inviato il Nasdaq 100, che ha violato i minimi del 21 e 22 aprile, allineati sugli stessi livelli, completando la figura a doppio massimo disegnata in area 14080 dal 16 aprile. Per il momento i prezzi si sono arrestati in area 13395 senza violare la trend line crescente disegnata dai minimi di inizio marzo, se quel supporto dovesse cedere l'indice dell'alta tecnologia potrebbe però puntare con decisione ai minimi di marzo. Situazione delicata anche per il Dow Jones Industrial, che nelle ultime sedute si è trovato in difficoltà nel superamento della linea che unisce i massimi di novembre e di marzo, potenziale limite superiore di una figura "ending diagonal" che potrebbe rappresentare la porzione terminale di tutto il movimento rialzista in atto dal marzo 2020. La base di questa figura è ancora abbastanza lontana, a 33450 circa, ma la sua violazione rischierebbe di dare il via ad un movimento ribassista diretto almeno fino sui minimi di marzo a 30540 circa. Solo oltre area 34400 il rischio di una evoluzione negativa dei prezzi verrebbe allontanato in modo netto.

L'onda lunga dell'aumento dell'incertezza nei confronti della borsa ha subito attraversato l'Atlantico colpendo anche i nostri indici.

Il Ftse Mib martedì ha lasciato sul terreno l'1,81% a 23978 punti. I minimi di giornata, a 23944, poggiano sulla media mobile esponenziale a 50 giorni, già messa alla prova il 21 aprile, e sono molto vicini alla linea di base (la "neckline") del testa spalle ribassista disegnato dal top del 18 marzo, passante a 23900 punti circa (linea che congiunge il minimo del 24 marzo e del 21 aprile). La violazione della base del testa spalle potrebbe segnalare una estensione del ribasso intrapreso dal massimo del 6 aprile: l'obiettivo della figura, calcolato proiettandone l'ampiezza dal punto di rottura della "neckline", si colloca a 22850 punti circa. Supporto intermedio a 23280, media esponenziale a 100 giorni. Se i prezzi dovessero scendere anche al di sotto di questo riferimento grafico importante, la media a 100 sedute sintetizza la condizione del trend di medio lungo periodo e la sua violazione indicherebbe quindi un deterioramento della tendenza rialzista di fondo, si rischierebbe la ricopertura del gap rialzista del 3 febbraio con base a 22152 punti. Solo recuperi oltre area 24300, 61,8% di ritracciamento della seduta del 4 maggio, segnalerebbero un allentamento delle pressioni al ribasso prospettando il test a 24630 della linea tracciata dal massimo di aprile.

L'indice Dax ha lasciato sul terreno martedì il 2,49% terminando a 14856 punti. I minimi di giornata, a 14845 sono collocati sulla media mobile esponenziale a 50 giorni e sulla linea che unisce i minimi di fine ottobre e di febbraio. Questa linea potrebbe dimostrarsi la base di una figura "ending diagonal", ovvero la parte terminale di una sequenza impulsiva iniziata a marzo 2020. Nella teoria delle onde di Elliott è previsto che l'onda 5 della sequenza rialzista, che è formata da 5 segmenti, possa assumere la forma di un cono crescente che l'indice Dax ha disegnato negli ultimi mesi, con la parte superiore del cono formata dalla trend line che unisce i massimi di novembre e quelli di gennaio (e intercetta quelli di aprile). Discese al di sotto di area 14840/50 potrebbero dare maggiore credibilità a questa ipotesi prospettando almeno la ricopertura del gap del 2 febbraio con base a 13648 punti. Supporto intermedio in area 14140/50. Un primo segnale di recupero credibile verrebbe al di sopra di area 15100, 61,8% di ritracciamento del ribasso del 4 maggio. Resistenza successiva a 15250, linea ribassista disegnata dal top di aprile.

(AM - www.ftaonline.com)