*Brunello Cucinelli +0,9% a 42,82 euro. Banca Akros conferma il giudizio neutral sul titolo ma incrementa il target *da 36,00 a 40,40 euro. Brunello Cucinelli in avvio ha toccato il nuovo massimo storico a 43,62, per poi scivolare rapidamente in rosso e quindi recuperare, dopo i dati sui ricavi del primo trimestre 2021, pari a a 164,6 milioni di euro. Si tratta di un incremento del 5,1% a cambi correnti (+7,0% a cambi costanti) rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (156,7 milioni) ma soprattutto del 2,6% rispetto ai 160,4 milioni del primo trimestre 2019.

Il gruppo del cachemire ha quindi superato i risultati pre-Covid, esattamente come i colossi del settore lusso LVMH e Kering. Le previsioni per il 2021 sono confermate: la crescita del fatturato è attesa tra il 15 e il 20 per cento sul 2020, e tra il 3 e il 7 per cento rispetto al 2019. Migliorata leggermente la stima per il 2022 da +9/10 per cento a +10%, crescita che ora è attesa anche per il 2023.

Queste indicazioni permettono a Brunello Cucinelli di prevedere "dopo la parentesi del 2020, di riallinearci agli obiettivi del primo quinquennio (2019-2023) del piano decennale 2019-2028, che dovrebbe portarci al raddoppio del fatturato nel 2028, permettendoci di raggiungere circa 1,1 miliardi di euro di ricavi".

L'incertezza vista in avvio è stata probabilmente causata dalle previsioni sul margine EBITDA, atteso al 13-14% nel 2021 e sui livelli 2019 (17%) solo nel 2023.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)