Corte conti: deluse le attese del 2008

Peggiora crisi economica, pesa indebitamento

(ANSA) - ROMA, 25 GIU -''Gli indici sull'esercizio 2008 hanno disatteso un miglioramento di conti'', dice Furio Pasqualucci, procuratore generale Corte dei Conti.Sul rendiconto dello stato ha ricordato la flessione del Pil dell'1% e la crescita dell'indebitamento netto, dati ''che non possono trovare causa esclusiva nella crisi''.In prospettiva ogni manovra e' condizionata dal debito che ''lascia spazi ridotti a manovre anticicliche.E'difficile l'equilibrio tra sostegno del ciclo economico e della finanza pubblica''.Tuttavia la Corte dei Conti giudica bene ''la tempistica impressa alla manovra di bilancio dal governo''. La Corte vede un ''forte rallentamento degli accertamenti che potrebbe costare negativamente in sede di flessione del gettito fiscale'', ha aggiunto il presidente di sezione della Corte dei Conti Gian Giorgio Paleologo: lo scorso anno il gettito e' ''aumentato in misura consistente dalle addizionali regionali e comunali (rispettivamente del 10,6% e del 21,6%) a fronte di un'attesa dell'l'1,5%''. La Corte sottolinea ''il perdurante fenomeno della corruzione'' mentre il procuratore generale Furio Pasqualucci auspica ''un superamento della fase che il paese attraversa,col rilancio dell'economia e della finanza pubblica'' mentre ''il percorso di riduzione del disavanzo si e' arrestato'': nel 2008 il debito delle P.A. e'salito a 43 miliardi, il doppio sul 2007. L'avanzo primario si e' ridotto (dal 3,5% al 2,4%).(ANSA).