Credit Suisse pagherà complessivamente sanzioni per 475 milioni di dollari alle autorità Usa, britanniche e svizzere per lasciarsi alle spalle lo scandalo dei cosiddetti Tuna Bond. Lo ha comunicato martedì la U.S. Securities and Exchange Commission (Sec, l'autorità di controllo dei mercati finanziari Usa), coinvolta nel patteggiamento insieme a Financial Conduct Authority (Fca) e Finma. Tra 2013 e 2014 Credit Suisse e la russa Vtb avevano gestito 2 miliardi di dollari di bond e prestiti per il Mozambico, finalizzati alla creazione di una flotta statale per la pesca del tonno e alla sviluppo della sicurezza marittima dopo che il Paese aveva scoperto giacimenti offshore di gas. I prestiti erano andati a società come Privinvest, costruttore di navi con base a Beirut, usando garanzie statali emesse senza l'approvazione del Parlamento del Mozambico. Almeno 200 milioni di dollari erano stati girati a banchieri di Credit Suisse, politici e intermediari in Mozambico e dirigenti della stessa Privinvest. La vera entità del debito, ricorda il Financial Times, era stata nascosta fino al 2016 ma lo scandalo dei cosiddetti Tuna Bond sarebbe esploso definitivamente nel 2018 con il default del Mozambico. Credit Suisse aveva chiuso in rialzo dell'1,14% martedì a Zurigo.

(RR - www.ftaonline.com)