Crollo al Nyse per Ibm. Sente impatto da forza del dollaro

International Business Machines (Ibm) ha toccato un crollo del 5% in after market (la seduta di lunedì al Nyse si era già chiusa con un declino dell'1,22%), dopo che il colosso di Armonk ha comunicato per il secondo trimestre profitti netti in crescita da 1,32 miliardi, pari a 1,47 dollari per azione, a 1,39 miliardi, e 1,53 dollari.

International Business Machines (Ibm) ha toccato un crollo del 5% in after market (la seduta di lunedì al Nyse si era già chiusa con un declino dell'1,22%), dopo che il colosso di Armonk ha comunicato per il secondo trimestre profitti netti in crescita da 1,32 miliardi, pari a 1,47 dollari per azione, a 1,39 miliardi, e 1,53 dollari. Su base rettificata l'eps è salito da 2,23 a 2,31 dollari, contro i 2,26 dollari del consensus di FactSet. Nei tre mesi Big Blue ha registrato un progresso dei ricavi da 14,22 a 15,54 miliardi, contro i 15,08 miliardi attesi. A deprimere i corsi a Wall Street è stata soprattutto la revisione al ribasso del free cash flow, atteso a 10 miliardi di dollari, contro 10,0-10,5 miliardi della precedente guidance. Il chief financial officer Jim Kavanaugh ha motivato la revisione con la forza del dollaro e con la sospensione delle attività in Russia.

(RR - www.ftaonline.com)