Il Dax è sceso a testare in area 16090, come aveva fatto già venerdì, la base del canale crescente disegnato dal minimo di ottobre e la media mobile esponenziale a 10 giorni. Chiusura a 16116 (-0,27%). La Bundesbank ha suonato l'allarme per l'economia. A novembre c'è il rischio che l'inflazione salga al 6% annuo (il dato verrà reso noto da Destatis lunedì prossimo), le stime precedenti parlavano di un +5% nel corso dell'ultimo trimestre del 2021. Ad ottobre la crescita dei prezzi era stata del 4,5% annuo, il livello massimo dal 1993. L'anno prossimo, recepito l'impatto del taglio dell'Iva del 2020 e ridottosi quello di altri fattori temporanei, l'inflazione dovrebbe ridursi, ma la soglia del 3% rischia di essere superata ancora a lungo (sopra il 2% l'inflazione "core"). Sempre secondo la Bundesbank poi il Pil potrebbe "ristagnare nell'ultimo trimestre del 2021, dopo che la produzione economica ha già smesso di crescere nel corso del terzo trimestre". La stima flash dell'Ufficio federale di statistica calcola che il prodotto interno lordo reale sia aumentato su base trimestrale dell'1,8% nel terzo trimestre, risultando ancora inferiore dell'1,1% rispetto al livello precedente la pandemia del quarto trimestre del 2019. Il contributo alla ripresa dato dal comparto dei servizi si sta esaurendo. L'andamento del trimestre attuale e del prossimo sono "soggetti a rischi associati a un'intensificazione della pandemia". Sotto area 16030, massimo di agosto, una eventuale flessione del Dax potrebbe diventare preoccupante. In quel caso supporti a 15973 e a 15690, rispettivamente base del gap del 4 novembre e del 1° novembre. Oltre area 16200 i prezzi potrebbero invece ricongiungersi con il record di 16290. Alla rottura di quei livelli prima resistenza già a 16350, poi via libera fino al raggiungimento dei 16950 punti.

(AM)