Forte calo martedì per il Dax. Il Dax ha lasciato sul terreno l'1,18% ieri terminando a 15100 punti. I prezzi sono scesi in prossimità del 23,6% di ritracciamento del rialzo dal minimo di ottobre 2020. Il capo della Fed Jerome Powell è intervenuto al Senato Usa dichiarando che ormai non ha più senso ipotizzare che l'inflazione sia solo un fenomeno temporaneo, fomentando i timori di un imminente rialzo dei tassi, almeno negli Usa (una misura che anche la Bce sarebbe costretta a seguire, seppure con un ritardo di un paio di trimestri). Ed effettivamente l'inflazione nell'eurozona, misurata dall'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), avrebbe raggiunto a novembre i livelli più alti della serie storica delle rilevazioni Eurostat, che inizia nel 1997, spingendosi fino al 4,9% (dal 4,1% di ottobre). Esclusa l'energia l'inflazione è al 2,5% annuo, dal 2% di ottobre. Luis de Guindos (vicepresidente Bce), parlando al quotidiano francese Les Echos "Abbiamo sottovalutato gli sviluppi dell' inflazione nel 2021. Non solo la Bce, ma tutti i previsori. La Commissione europea ha pubblicato le sue proiezioni economiche due settimane fa e ha rivisto al rialzo i dati sull' inflazione" e ora "c'è il rischio che l'inflazione non scenda così rapidamente" come si era stimato. E al problema dell'inflazione si sommano le preoccupazioni legate al diffondersi di Omicron, la variante sud-africana del coronavirus. Il Dax potrebbe anche rimbalzare e tentare, dopo la rottura di area 15400, la ricopertura del gap del 26 novembre lasciato tra 15540 e 15865, tuttavia anche in quel caso il rischio di una successiva discesa, almeno fino al 38,2% di ritracciamento del rialzo da ottobre 2020, in area 14450, resterebbe elevato. Discese sotto i minimi di ieri a 15015 porterebbero al test della base del "martello" del 6 ottobre a 14819 punti.

(AM)