Partenza in calo per il future Eurostoxx 50. Il future lascia sul terreno l'1% circa a 4017 punti. Dopo una partenza d'ottava in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,72% lunedì), alla riapertura degli scambi in Europa la tendenza ribassista si è consolidata. Principale timore per gli investitori è l'impatto sull'inflazione derivante dalla crisi energetica. Timore che mette in secondo piano l'avvio della tornata di trimestrali della Corporate America (mercoledì 13 ottobre con i risultati di Jp Morgan Chase & Co.). A contribuire al clima negativo, riporta Reuters, il fatto che China Evergrande Group abbia mancato il terzo rimborso di debito obbligazionario in tre settimane, aumentando le preoccupazioni per un possibile effetto contagio su altre società immobiliari. Se la crescita del prezzo del greggio sembra essersi temporaneamente arrestata, comunque su massimi di periodo, prosegue invece quella del carbone e di alcuni metalli industriali, l'alluminio ad esempio è sui valori massimi degli ultimi 13 anni. Tutti i dati di recente uscita mostrano una crescente pressione sui prezzi al consumo o alla produzione, resta alto il timore che le banche centrali possano adottare politiche monetarie piu' restrittive. Occhi puntati quindi sul report relativo all'inflazione statunitense di settembre in uscita domani alle 14:30 dal momento che potrebbe fornire ulteriori indizi sulle possibili tempistiche del "tapering" e di successiv rialzi del costo del denaro. Oggi alle 14:30 il capo economista della Bce Philip Lane partecipa alla conferenza "Economic Outlook", organizzata nell'ambito della Suerf/Bei/Columbia/Société Générale "EU and US Perspectives: Changing climates" e probabilmente ribadirà la linea della banca, ovvero che la crescita dell'inflazione dovrebbe essere solo temporanea e che la Bce non ha fretta di intervenire. In settembre i prezzi alla produzione sono saliti in Giappone del 6,3% annuo, contro il 5,8% della lettura finale di agosto e il 5,9% del consensus di Reuters. La crescita si attesta sui massimi dal 6,9% del settembre 2008. In Germania l'Ufficio di Statistica Destatis ha comunicato che l'Indice dei Prezzi all'Ingrosso (Wholesale Price Index) nel mese di settembre è cresciuto dello 0,8% rispetto ad agosto (dal +0,5% precedente). Rispetto a settembre 2020 i prezzi sono cresciuti del 13,2%, in rialzo dal tasso di variazione annuo di agosto del 12,3%. Secondo quanto comunicato dal ?eský statistický ú?ad (l'ente nazionale di statistica di Praga), in settembre il tasso d'inflazione è salito in Repubblica Ceca al 4,9% annuo dal 4,1% di agosto (3,4% in luglio), contro il 4,5% atteso dagli economisti. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% contro lo 0,7% precedente (1,0% in luglio) e il calo dello 0,2% del consensus. Secondo quanto comunicato da Danmarks Statistik, l'ufficio nazionale di statistica di Copenhagen, in settembre il tasso d'inflazione è salito in Danimarca al 2,2% annuo dall'1,8% di agosto (1,6% in luglio), attestandosi sui massimi dal 2,3% del novembre 2012. Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo ha invece registrato un rialzo dello 0,3% dopo il declino dello 0,2% di agosto (0,7% l'incremento di luglio). Gli effetti dell'inflazione si faranno vedere anche sulla crescita economica, dal momento che le aziende prima o poi inizieranno a scaricare sui consumatori gli aumenti dei prezzi delle materie prime, con effetti negativi sui consumi. Goldman Sachs ha rivisto le stime di crescita del Pil Usa per il 2021 a +5,6% da +5,7% e ha tagliato anche quelle per il 2022 al +4% dal +4,4% stimato in precedenza. Il future Eurostoxx 50 con i massimi di ieri a 4070 ha toccato la media mobile esponenziale a 100 giorni venendone respinto. La discesa di questa mattina riporta le quotazioni in vista della base del testa spalle ribassista disegnato dal top di metà giugno: la neckline (tracciata tra il minimo del 19 luglio e quello del 20 settembre) transita a 4000 punti circa. La violazione di area 4000 porterebbe al test di un altro importante supporto, la base del canale crescente disegnato dai minimi di marzo 2020 passante a 3890 punti. Sotto quei livelli target fino a 3650 almeno. Solo recuperi oltre 4070 fornirebbero un primo segnale di ripresa, resistenza inizialmente a 4100, media esponenziale a 50 giorni e 50% di ritracciamento del ribasso dal top di settembre, poi a 4135 punti.

(AM - www.ftaonline.com)