Future Eurostoxx 50 in calo questa mattina. Il future cede lo 0,40% circa a 3536 punti. Dopo un ennesimo scivolone per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, crollato del 3,18% mercoledì), in scia a un rallentamento solo marginale per i prezzi al consumo in Usa in aprile, alla riapertura degli scambi sui mercati europei la tendenza in negativo è stata sostanzialmente confermata.

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Il tasso d'inflazione, secondo quanto comunicato dallo U.S. Bureau Of Labor Statistics (Bls, ente statistico alle dipendenze del ministero del Lavoro di Washington), ha registrato nel mese di aprile un declino all'8,3% annuo dall'8,5% di marzo (7,9% in febbraio), ma sopra all'8,1% del consensus di Dow Jones Newswires e The Wall Street Journal. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% contro l'1,2% precedente (0,8% in febbraio) e lo 0,2% stimato dagli economisti. L'inflazione core, al netto di energia e alimentare, è invece scesa al 6,2% annuo dal 6,5% di marzo (6,4% in febbraio), contro il 6,0% del consensus. Su base sequenziale la lettura è per un rialzo allo 0,6% dallo 0,3% precedente (0,5% in febbraio), contro lo 0,4% atteso.

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L'inflazione che rimane intorno ai massimi di 40 anni non fa che fornire ulteriori spinte alla stretta della Federal Reserve sul costo del denaro. "Almeno due ulteriori aumenti di 50 punti base sono sempre più all'ordine del giorno. E per i mercati azionari questa è davvero la fine dei soldi facili", ha sottolineato Damian Rooney, dell'australiana Argonaut, citato da Reuters. "Probabilmente ci siamo illusi sei mesi fa con l'aumento delle azioni Usa su speranze e preghiere e con la follia delle meme-stock e improvvisamente siamo tornati alla realtà", ha aggiunto.

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Per gli investitori è inutile farsi illusioni dopo che il dato sull'inflazione statunitense ha mostrato una frenata, la banca centrale non intende per adesso cambiare la sua rotta.

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James Bullard, president della Federal Reserve (Fed) di St. Louis, appoggia aumenti dei tassi d'interesse Usa di 50 punti base nei prossimi due meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). "Abbiamo un piano in atto, che prevede 50 punti base all'ultima riunione e anche a quelle future", ha dichiarato in un'intervista a Yahoo! Finance, sottolineando però di continuare a essere propenso ad accelerare la stretta anche con rialzi di 75 punti base. Bullard, uno dei "falchi" della Fed, ha ribadito di desiderare che il costo del denaro arrivi in Usa al 3,50% per fine anno. In merito al marginale declino dell'inflazione in aprile (all'8,3% dall'8,5% di marzo) ha sottolineato che "non abbiamo un'enorme quantità di informazioni, anche se lo interpreterei come un'indicazione che l'inflazione è più ampia e persistente di quanto molti avessero pensato".

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I mercati si adeguano a queste prospettive, ieri sono saliti i prezzi dei bond Usa, in particolare quelli a 10 anni (rendimento sceso vicino al 2,9% dal 3% circa del giorno prima), comprati dagli investitori come alternativa ai titoli azionari. La curva dei tassi è tornata ad appiattirsi, il differenziale tra 2 e 10 anni è sceso in area 25 punti base.

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Anche la Bce inizia a preparare il terreno per un rialzo dei tassi. Christine Lagarde ha dichiarato ieri che probabilmente il programma di acquisto di bond si concluderà all'inizio del terzo trimestre e che il primo rialzo dei tassi potrebbe concretizzarsi poi entro poche settimane, quindi probabilmente già a luglio. A conferma di questo scenario anche il governatore Francois Villeroy de Galhau ha avvertito che la Bce inizierà già durante l'estate ad aumentare i tassi, anche se "gradualmente".

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Dalla Cina, dove l'inflazione è in crescita meno veloce che in Occidente, arrivano notizie comunque preoccupanti dal già martoriato settore immobiliare. Lo sviluppatore immobiliare Sunac China ha comunicato di non essere stato in grado di effettuare il pagamento di interessi in scadenza su suoi bond, mentre il real estate cinese rimane nella morsa di una stretta creditizia.

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Morgan Stanley ipotizza che per effetto del Covid-19 in Cina e della guerra in Ucraina la crescita globale nel 2022 sarà meno della metà rispetto al 2021: la banca calcola una crescita del 2,9% (lo 0,4% in meno delle stime precedenti), era stata del 6,2% nel 2021. Solo il Giappone e l'India potrebbero risultare parzialmente immuni da questo rallentamento.

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In Giappone invece l'economia per adesso non sembra accusare il colpo della decelerazione generalizzata a causa della guerra in Ucraina e dell'aumento dei tassi di interesse (che comunque in Giappone restano stabili). L'Economy Watchers corrente (sondaggio che determina la fiducia tra i lavoratori nipponici in relazione all'attività economica e permette di anticipare la spesa dei consumatori) è invece cresciuto in aprile a 50,4 punti dai 47,8 punti di marzo.

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Il future Eurostoxx ha tentato con i massimi di ieri a 3635 di superare i minimi del 27 aprile a 3608 ma ne è stato sonoramente respinto. Fino a che i prezzi rimarranno al di sopra del minimo del 10 maggio a 3466 si potrà comunque continuare a sperare in un nuovo test di area 3610. Sopra quei livelli resistenze a 3670, media esponenziale a 20 giorni, e a 3773/75, massimi del 29 aprile e del 5 maggio. Sotto 3466 atteso invece il ritorno sul minimo di marzo a 3380 punti.

(AM - www.ftaonline.com)