Passi avanti a fatica verso nuove sanzioni del *G7 *ai danni della Russia. Ieri la seconda seduta del meeting delle prime sette economie del mondo ha fornito ulteriori indicazioni in vista della conclusione di oggi. Emerge la proposta di nuove sanzioni che potrebbero coinvolgere la proposta di un tetto al prezzo del petrolio russo e che potrebbe affiancare quanto già trapelato sullo stop all'oro di Mosca. Ribadito un sostegno unitario sul fronte umanitario e militare a Kiev in assenza di concrete proposte di negoziato tra le parti.Il G7, che copre più di metà del Pil mondiale, ha confermato l'intenzione di tagliare gli introiti di Mosca sanzionando anche la sua produzione militare e i suoi ufficiali.

Gli Stati Uniti hanno annunciato maggiori dazi su oltre 570 gruppi di prodotti russi del valore di circa 2,3 miliardi di dollari.

Ma la vera novità è l'intesa su un *tetto al prezzo del petrolio *che intende ridurre gli introiti russi riducendo i già enormi impatti della crisi sull'inflazione in Occidente.

Il meeting del G7, che comprende Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Giappone, Canada, Italia e Unione Europea ha dunque fatto un timido passo avanti verso quel tetto ai prezzi all'import energetico su cui il premier italiano *Mario Draghi *preme da tempo non senza ostacoli anche in Europa. La spinta statunitense a un tetto sul prezzo del petrolio è stata dunque raccolta, ma lo stesso Draghi ha sottolineato l'importanza di un lavoro per imporre un tetto al prezzo del gas. Il G7 ha genericamente approvato l'avvio di studi su queste misure di "capping", ma ha ammesso che serve molto lavoro da fare per attuare questi provvedimenti.

Importanti passi avanti anche sul delicato tema del grano: è stato il segretario dell'Onu Antonio Guterres ha informare il leader delle maggiori economiche che ci sarebbe una sorta di accordo preliminare per uno sblocco dei carichi di cereali in partenza dai tre porti ucraini (Odessa compresa) con un controllo sulla rotta del Mar Nero supervisionata da Ucraina, Russia, Turchia e Onu.

Lo stesso numero uno dell'IEA, l'Agenzia internazionale dell'energia, Fatih Birol ha ammesso la necessità di misure straordinarie per la stabilizzazione, ha auspicato maggiori consegne di greggio e gas sul mercato da parte dei produttori e ha espresso la speranza che eventuali price cap non impattino sulle economie del mondo, aggiungendo che i meccanismi di applicazione di questi meccanismi sono ancora in fase di valutazione e studio.

(GD - www.ftaonline.com)