Secondo quanto emerge dai verbali relativi al meeting della Bank of Japan (BoJ) di 17 e 18 marzo, i rappresentanti dell'istituto centrale di Tokyo hanno dato ancora piena conferma agli stimoli monetari, anche se alcuni membri del board hanno visto segnali di cambiamento nel contesto di bassa inflazione del Sol Levante. Si è notato che alcune grandi aziende stanno aumentando i salari e trasmettendo con maggiore convinzione l'aumento dei costi delle materie prime alle famiglie, il che potrebbe esercitare pressioni al rialzo sui prezzi al consumo. Uno dei membri del board, riporta Reuters, ha osservato che i prezzi in Giappone erano cresciuti più rapidamente tra le principali economie avanzate durante il ciclo inflazionistico globale negli Anni 70, il che significa che c'è la possibilità che l'inflazione possa aumentare a spirale una volta che i rincari si siano ampliati. "A differenza di Usa e Gran Bretagna il Giappone non si trova in una situazione in cui il tasso d'inflazione probabilmente supererà il target del 2% della BoJ in modo sostenuto", è comunque la conclusione del verbale, secondo cui per questo motivo è "importante che la BoJ continui con l'allentamento monetario per sostenere la ripresa dell'economia dalla pandemia".

(RR - www.ftaonline.com)