Sono bastate appena sei sedute, che potremmo ridurre addirittura a due, ovvero quelle degli ultimi due venerdì, all'indice domestico del comparto bancario per mettere in discussione quanto di buono fatto negli ultimi mesi. L'indice ha da prima violato la linea (area 9700) che saliva dai bottom dello scorso autunno per poi accelerare e spingersi, seppur marginalmente, fin sotto i 9000 punti. La storia ci dice che nel recente passato a sedute come quella di venerdì 26 novembre abbiano fatto seguito delle reazione più o meno marcate ma che , allo stesso tempo, accelerazioni simili a seguito della violazione di un supporto abbiamo poi determinato il raggiungimento di ulteriori minimi. Ed anche in questo caso non escludiamo che la storia possa ripetersi, ovvero che nel breve i prezzi possano scendere attorno a 8800 per poi reagire e provare a chiudere il gap down lasciato aperto in area 9500, per allungare magari fino a 9750/9800 prima di tornare ad intraprendere la via del ribasso. Un'ipotesi che trova sostegno anche dall'ipervenduto presente sui principali oscillatori e dunque dalla necessità, da parte dei corsi, di allentare almeno temporaneamente le tensioni. Sotto 8800 invece via libera verso 8600 e poi 8000, ultimo baluardo che dovrà scongiurare una vera e propria inversione di tendenza. Sul fronte opposto oltre quota 9800 probabile il ritorno sui massimi di ottobre in area 10400.

(AC - www.ftaonline.com)