Il Ftse Mib archivia il mese di aprile con un calo del 3,07%, facendo peggio dell'Eurostoxx 50 che ha invece ceduto il 2,55%. Quella di aprile è stata la quarta candela mensile consecutiva di segno negativo, sia in termini di rapporto con la chiusura precedente sia in termini rapporto apertura - chiusura. Ad aprile non è stato però realizzato un nuovo minimo mensile rispetto al precedente, a marzo infatti i prezzi erano scesi fino a 21060 mentre nell'ultimo mese si sono fermati a 23304 punti. Se da un lato quindi siamo in presenza di una tendenza ribassista ormai ben consolidata, dall'altro nelle ultime settimane si è registrato un rallentamento del trend. I minimi di marzo, a 20160 punti, sono stati toccati in corrispondenza del 50% di ritracciamento del rialzo dal minimo di marzo 2020, un supporto molto significativo che ha tenuto. Movimenti limitati al 50% (o al 61,8%) di ritracciamento sono identificabili come "correzioni", ovvero interruzioni solo temporanee della tendenza. Per il momento quindi è ancora possibile inquadrare il ribasso disegnato da gennaio come una "correzione" del rialzo da marzo 2020. Il problema è che la reazione dal minimo del 7 marzo a 21060 al massimo del 29 marzo a 25506 punti ha ritracciato esattamente il 61,8% del ribasso dal top di gennaio e quindi anche questa è inquadrabile come una semplice "correzione" della discesa precedente. Per fare chiarezza sarà quindi necessario attendere per vedere se verrà superata la resistenza di 25506, nel qual caso diverrebbe probabile il ritorno sul massimi di gennaio a 28213 punti, oppure se verrà violato il supporto a 21060 (segnali per il test di quei livelli sotto area 23000), con successivo probabile scivolamento verso 19822, base del gap del 9 novembre, o 19395, base del gap del 5 novembre (due supporti che racchiudono il 61,8% di ritracciamento del rialzo da marzo 2020, posto a 19490 circa).

(AM - www.ftaonline.com)