Piazza Affari rimbalza dopo il sell-off di venerdì. Il Ftse mib sale dell'1,75%, il Ftse Italia All Share dell'1,8% e il Ftse Italia Star dell'1,8%.

Flash sui titoli in evidenza nella seduta del 29 novembre:

Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli (+1,4%) positivo in scia al lusso che reagisce dopo le prime indicazioni riguardanti la variante omicron del Covid-19: i sintomi sono diversi da quelli della delta ma, almeno per il momento, molto lievi, non richiedono ospedalizzazione né tantomeno il ricorso alla terapia intensiva. La notizia è molto positiva per i gruppi legati agli spostamenti internazionali come quelli del settore lusso. Il titolo sta correggendo da metà novembre il rialzo partito a ottobre e per il momento si mantiene sopra area 54,90, primo dei ritracciamenti di Fibonacci calcolati sul rialzo dell'ultimo anno. Per non compromettere la tendenza di lungo termine, le quotazioni dovranno restare sopra la trend line che sale da quei minimi, attualmente in transito a 49 euro circa. Reazioni oltre 57,60 invierebbero nuovi segnali di forza anticipando il ritorno sui massimi di novembre a 63,90 euro.

  • Target: 63,90 euro
  • Negazione: 49 euro
  • RSI (14): neutrale

Eni

Bene Eni (+3,05%) e i petroliferi grazie al rimbalzo del greggio dai minimi di venerdì. Il future febbraio 2022 sul Brent segna 74,50 $/barile (minimo a 72,15 circa), il future gennaio sul WTI segna 71,25 $/barile (minimo a 67,40 circa). Il titolo sale oltre i massimi di venerdì nel tentativo di ricoprire l'ampio gap lasciato aperto a 12,24 euro. Fino a quando area 12,55 non sarà alle spalle resterà elevato il rischio di assistere a ulteriori cali in direzione del target del testa e spalle ribassista, a 11,20/11,30, a ridosso della base del canale che sale dai bottom del 2020.

  • Target: 12,83 euro
  • Negazione: 11,20 euro
  • RSI (14): neutrale

Alerion Clean Power

Nuovo massimo storico a 27,50 euro per Alerion Clean Power +12,1%. Il cda ha deciso di non effettuare l'aumento di capitale (per il quale aveva ricevuto delega dall'assemblea di marzo). Il board ha anche migliorato la guidance 2021 "per l'EBITDA consolidato, ora pari a circa 115 milioni di euro (in precedenza 108 milioni di euro) e la previsione dell'utile netto consolidato, ora pari a circa 39 milioni di euro (in precedenza 30 milioni di euro)". Per il 2022 l'EBITDA consolidato è previsto pari a circa 165 milioni di euro e l'utile netto consolidato a circa 75 milioni di euro. Il titolo ha sfruttato il return move in area 22,70 (lato alto del canale che sale da novembre 2020 superato a fine ottobre) per rimbalzare in direzione di nuovi record. Oltre 27,50 le quotazioni potrebbero raggiungere target a 31,50 circa, ottenuto mediante la tecnica del raddoppio del canale (quello citato prima). Indicazioni di debolezza giungerebbero invece sotto a 22,70.

  • Target: 31,50 euro
  • Negazione: 22,70 euro
  • RSI (14): neutrale

Juventus

Juventus FC -23,8% tocca a 0,4298 euro il minimo da marzo 2017 nel giorno dell'avvio dell'aumento di capitale da massimi 400 milioni di euro. Sul titolo pesano anche le possibili conseguenze dell'indagine "della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino nei confronti della Società nonché di alcuni suoi esponenti attuali (Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Stefano Cerrato) e passati in merito alla voce "Proventi da gestione diritti calciatori"" nei bilanci 2019, 2020, e 2021 per reati di False comunicazioni sociali delle società quotate, Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, Responsabilità dell'ente, Reati societari. Juventus FC "sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto di interesse degli stessi, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili e in linea con la prassi internazionale della football industry e le condizioni di mercato". I prezzi hanno travolto anche il supporto orizzontale rappresentato dai minimi di marzo 2020 a 0,54 euro segnalando una condizione di estrema debolezza evidenziata anche dal forte ipervenduto presente sui principali oscillatori grafici. Tale condizione potrebbe dare origine a reazioni anche significative, verso area 0,54 e più in alto fino a ricoprire l'ampio gap lasciato aperto a 0,5746 euro, senza tuttavia modificare il quadro grafico spiccatamente negativo. Sotto i minimi odierni a 0,4298 rischio di affondo fino a quota 0,39, per un test dall'alto del picco di dicembre 2011.

  • Target: 0,54 euro
  • Negazione: 0,4298 euro
  • RSI (14): ipervenduto Unicredit

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