Piazza Affari reagisce alle vendite di martedì dopo i dati sulla crescita del settore manifatturiero europeo, in fase di stabilizzazione. Il Ftse mib sale dell'1,4%, il Ftse Italia All Share dell'1,3% e il Ftse Italia Star dello 0,5%.

Flash sui titoli in evidenza nella seduta del 1 dicembre:

Tenaris

Tenaris (+4%) rimbalza in scia al massiccio rimbalzo del greggio dai minimi da fine agosto toccati ieri pomeriggio. Il future febbraio 2022 sul Brent segna 72,20 $/barile (minimo a 67,50 circa), il future gennaio sul WTI segna 68,90 $/barile (minimo a 64,40 circa). Dopo aver violato un duplice supporto critico a 8,90 circa, la trend line disegnata dai bottom di ottobre 2020 e la media esponenziale a 200 giorni in transito in questo stesso punto, il titolo prova a recuperarne il supporto. Servirà tuttavia una stabilizzazione al di sopra di area 9 e un tentativo di ricoprire il gap lasciato aperto il 26 novembre a 9,474 per cancellare il pesante segnale ribassista scattato ieri.

  • Target: 9,474 euro
  • Negazione: 8,642 euro
  • RSI (14): neutrale

Unicredit

Unicredit +3,3% tonica: poco fa il gruppo ha comunicato che il "perfezionamento dell'acquisizione di Aviva S.p.A. da parte di CNP avvia la fase finale di ulteriore valorizzazione della partnership esistente tra UniCredit S.p.A. e CNP sulla base dell'accordo sottoscritto tra UniCredit S.p.A. e CNP il 3 marzo 2021". Il 9 dicembre prossimo si terrà lo Strategy Day con presentazione del primo piano industriale elaborato dall'a.d. Andrea Orcel. Il titolo sta cercando di dare seguito alla reazione avviata dopo il test del duplice supporto offerto in area 10,42 dalla trend line che sale dai minimi di ottobre 2020 e dalla media esponenziale a 200 giorni. Il ritorno sopra quota 11/11,05 permetterebbe di stemperare le recenti tensioni prospettando un riavvicinamento agli ostacoli presenti tra 11,57 e 11,78 circa. Sotto 10,42 rischio invece di estensione della correzione in atto dai top di ottobre verso quota 10,00 e poco più sotto fino a 9,87 circa, quota pari al 38,2% di retracement di tutta la salita dell'ultimo anno.

  • Target: 10,93 euro
  • Negazione: 10,42 euro
  • RSI (14): neutrale

Banca Mps

Molto bene Banca MPS +13,8%: l'istituto senese ha comunicato di avere contatti in corso con "il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF, ndr), al fine di riavviare le interlocuzioni con DG COMP (Directorate-General for Competition)" per ottenere il via libera al piano industriale e al rafforzamento di capitale. Secondo le voci di stampa l'ok di Bruxelles dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2022 e comprendere una proroga di 18 mesi (fino ad autunno 2023) del termine ultimo per l'uscita del Tesoro dal capitale. Si parla anche di Victor Massiah (ex numero uno di UBI Banca) come nuovo a.d.. Per quanto riguarda il piano industriale si ipotizza la cessione delle passività per le litigation da 6,2 miliardi di euro a Fintecna (gruppo CDP, e quindi MEF) e la vendita di sofferenze per 4 miliardi circa ad AMCO (sempre MEF). La ricapitalizzazione dovrebbe essere di 2,9 miliardi di euro mentre sul fronte del taglio dei costi l'obiettivo è un cost/income del 62-63 per cento dal 70% del terzo trimestre, da raggiungere con taglio di personale (le ultime indicazioni parlano di circa 4 mila unità) e filiali. Dopo il crollo che ha portato i prezzi a toccare a 0,7794 un nuovo minimo storico spingendo in zona di ipervenduto i principali oscillatori grafici, il titolo sta ora cercando di avvicinarsi al primo ex supporto a 0,97 circa, minimo del 25 ottobre allineato a quelli di marzo 2020.

  • Target: 0,97euro
  • Negazione: 0,7794 euro
  • RSI (14): neutrale

Exor

Positiva Exor +2%. Il presidente John Elkann ha dichiarato ieri durante l'investor day che nel 2022 la holding della famiglia Agnelli avrà 9 miliardi di euro da investire, gran parte grazie alla vendita di Partner Re a Covèa che dovrebbe essere finalizzata entro fine anno. Le risorse verranno impiegate per crescere nei settori sanità, lusso e tecnologia. Il titolo recupera terreno dopo aver sondato la consistenza del supporto a 76 euro circa, media esponenziale a 100 giorni e massimo di agosto. La tenuta di quest'area sarà pertanto decisiva per la definizione del quadro grafico di breve termine: oltre area 80 attesa la ricopertura del gap lasciato aperto il 26 novembre a 81,86 euro. Sotto area 76 rischio invece di affondo fino a 71,60 circa, media esponenziale a 200 giorni.

  • Target: 81,86 euro
  • Negazione: 76 euro
  • RSI (14): neutrale

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