Diasorin

Diasorin ha perso terreno ieri (-2,47% a 158 euro) a causa delle dichiarazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza sull'accelerazione del programma di vaccinazione. Nel secondo trimestre dovrebbero arrivare oltre 50 milioni di dosi di vaccini anti Covid-19, compreso quello di Johnson & Johnson (monodose), con l'obiettivo di immunizzare metà della popolazione, per poi arrivare alla totalità per fine estate. Speranza ha anche aperto all'utilizzo del vaccino Astrazeneca per tutte le fasce di età e al russo Sputnik. Diasorin reagisce negativamente a queste notizie in quanto le prospettive economiche del gruppo, essendo attivo (tra le altre cose) nella produzione di test per il Covid-19, subiscono un forte peggioramento ogniqualvolta si profila un'accelerata del programma di immunizzazione della popolazione. L'analisi del grafico di Diasorin mette in evidenza che il titolo sta mettendo sotto pressione i supporti a 155-157 euro, decisivi per scongiurare approfondimenti in direzione del minimo di inizio settembre a 140,50. La violazione di questo ultimo riferimento determinerebbe il completamento del potenziale doppio massimo in formazione da fine maggio, una figura ribassista capace di ricacciare il titolo in area 95 (minimi allineati di ottobre 2019 e marzo 2020). Segnali di forza oltre il recente massimo a 169, con completamento di un doppio minimo di brevissimo termine e acquisizione dell'abbrivio per allunghi verso 174 e 187.

Cattolica Assicurazioni

Cattolica Assicurazioni tocca i massimi da quasi tre mesi dopo la notizia dell'accordo con Banco BPM (massimi da febbraio 2020) sulle "modalità di adeguamento e di prosecuzione della partnership nel settore della bancassurance e dei relativi diritti di exit". Inoltre il cda di Cattolica ha approvato il piano di rimedi chiesto dall'IVASS a seguito dell'ispezione conclusa il 24 luglio 2020 avente a oggetto, principalmente, gli assetti di governance, il funzionamento del sistema monistico e la valutazione dei rischi immobiliari con riferimento al 2018, al 2019 e ai primi mesi del 2020. L'IVASS aveva chiesto in particolare: un profondo ricambio dei componenti dell'organo amministrativo in occasione della trasformazione in SpA (che avrà efficacia dal 1 aprile 2021) con rafforzamento del sistema di governance, e un rapido completamento dell'aumento di capitale con la sua seconda tranche (per 200 milioni euro). Graficamente Cattolica Assicurazioni ha esteso la reazione in direzione di area 5,00, trend line che scende dai top di luglio. La rottura di questo riferimento creerebbe le premesse per un'accelerazione verso quota 5,255, top dello scorso novembre, poi a 5,50/5,60 circa, massimi toccati tra aprile e l'estate 2020. Segnali di debolezza invece giungerebbero sotto area 4,45 per supporti a 4,00 circa, determinanti per scongiurare pericolosi ripiegamenti.

Cerved

Cerved balza sui massimi da oltre un anno dopo che la società ha confermato le indiscrezioni di stampa sulle trattative non in esclusiva con fondi di private equity per la vendita della controllata Cerved Credit Management Group. Secondo Reuters Centerbridge è in pole position, mentre Il Sole 24 Ore indica anche Apollo, Apax e Prelios. Per Reuters la vendita di CCMG potrebbe anticipare la cessione dell'intero gruppo. In serata Castor srl (controllata da Ion Capital e Gic) ha lanciato un'OPA totalitaria finalizzata al delisting su Cerved a 9,50 euro per azione. Mediobanca Securities ha confermato il giudizio "neutral" con target price a 8 euro per azione su Cerved. Il titolo si è spinto fino a 8,03 euro dopo aver terminato venerdì a 6,995 euro. A 7,35 le quotazioni hanno superato la trend line ribassista disegnata dal massimo di fine dicembre inviando un segnale di forza interessante. Prossimo ostacolo sulla strada del rialzo a 8 euro, massimo del 28 dicembre, messo alla prova lunedì ma che potrebbe dimostrarsi un'area di resistenza vischiosa. Se le quotazioni riusciranno a consolidare al di sopra degli 8 euro si aprirebbe la strada per il test di 8,65 almeno. Resistenza successiva a 9,28, lato alto del gap ribassista del 24 febbraio 2020. Discese nuovamente al di sotto di area 7,30 farebbero temere di essere stati testimoni di un fuoco di paglia, una "bullish trap", con rischio di ritorno sul forte supporto a 6,65 euro.

(SF - www.ftaonline.com)