Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo in rialzo giovedì. HSBC ha confermato la raccomandazione "buy" e ha incrementato il target da 2,70 a 2,80 euro. Il titolo oscilla sui massimi da fine febbraio 2020 dopo la pubblicazione di mercoledì dei risultati del primo trimestre 2021, in crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e sopra le attese. I ricavi si attestano a 5,605 miliardi di euro, +13,5% a/a (consensus Bloomberg poco sopra i 5 miliardi), il risultato netto a +1,516 miliardi, +31,7% a/a (consensus 992 milioni). Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione buy e il target price a 2,7 euro sul titolo dopo i conti trimestrali. Equita Sim ha alzato il prezzo obiettivo a 2,6 euro (+5% dal precedente) e ha confermato la raccomandazione buy. BofA conferma il giudizio buy e il prezzo obiettivo a 2,9 euro. Barclays ha confermato la raccomandazione overweight con target a 2,8 euro. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 2,3925 euro per poi flettere in area 2,37, la chiusura di mercoledì era stata a 2,341 euro. Per inviare un segnale di forza credibile le quotazioni dovranno superare in chiusura di seduta la resistenza offerta a 2,354 dal top del 18 marzo. In quel caso attesa la ricopertura del gap ribassista del 24 febbraio lasciato tra 2,4235 e 2,505. Resistenza successiva a 2,60/65 euro. Solo ripiegamenti al di sotto di 2,30, media mobile esponenziale a 10 giorni, metterebbero in discussione lo scenario rialzista facendo temere cali verso i 2,20 euro almeno.

Leonardo

Leonardo chiude il primo trimestre 2021 con risultati in crescita e migliori rispetto alle attese degli analisti. I ricavi si attestano a 2,79 miliardi di euro (+7,7% a/a, consensus Bloomberg 2,6670 miliardi), l'EBITA a 95 milioni (+131,7% a/a, consensus 78 milioni), il risultato netto ordinario a -2 milioni di euro (-59 un anno fa, consensus -20). L'indebitamento netto sale a 4,64 miliardi di euro dai 4,396 di un anno fa, meno dei 4,789 del consensus. Il Free Operating Cash Flow resta negativo per 1,422 miliardi di euro ma in miglioramento da -1,595 miliardi di un anno fa. Confermati la guidance 2021 e il progetto di quotazione della controllata DRS. L'analisi del grafico di Leonardo mette in evidenza il movimento laterale in essere da fine marzo, dopo l'affondo causato dall'annuncio del rinvio dell'IPO di DRS. Il perentorio superamento di 7,30-7,35 euro creerebbe le premesse per il ritorno sul massimo del 16 marzo a 8,01, ostacolo determinante in ottica di medio-lungo periodo. Oltre questo riferimento verrebbe riattivato il rally partito a fine ottobre in direzione di 8,40-8,45 in prima battuta e quindi verso area 9,50. Discese sotto 6,50-6,60 creerebbero invece le premesse per un test di 5,40-5,50, dove troviamo i minimi allineati di dicembre e gennaio.

Telecom Italia

Pesante ribasso ieri per Telecom Italia -5,52% dopo le indiscrezioni di stampa secondo le quali nel PNRR (recovery plan) trasmesso dal governo a Bruxelles si parla di "reti a banda larga ultraveloce" al plurale: sembrerebbe dunque che il progetto di creazione di una rete unica nazionale mediante integrazione dell'infrastruttura di Telecom con quella di Open Fiber non sia quello preferito dal governo. Ricordiamo che da membri del governo Draghi sono giunte nelle scorse settimane dichiarazioni sulla necessità di tutela della concorrenza nel settore telecomunicazioni. Graficamente Telecom Italia è crollata sul livello più basso da marzo a 0,4048 euro, a contatto con il lato inferiore del banner correttivo disegnato dai massimi di marzo. La tenuta di questo riferimento permetterebbe di scongiurare ulteriori ribassi verso 0,375, offrendo una sponda per una reazione verso area 0,45. Indicazioni in questo senso solo oltre i primi ostacoli a 0,425.

(SF - www.ftaonline.com)