BP Sondrio

BP Sondrio estende il rally delle ultime settimane e tocca i massimi dall'estate 2018. L'attenzione sul titolo è catalizzata dall'assemblea del 11 maggio quando, per la prima volta in 150 anni di storia dell'istituto, i soci potranno votare anche per una lista di minoranza per il rinnovo del cda. A fine aprile Repubblica ha scritto che i proxy advisor Iss e Glass Lewis sostengono la lista dell'immobiliarista Luca Frigerio che avrebbe radunato intorno a sé circa lo 0,9% del capitale. Ricordiamo anche che BP Sondrio è in procinto di trasformarsi in SpA (si prevede entro fine anno), circostanza che aumenterebbe il suo appeal in ottica M&A: a breve è attesa la pronuncia definitiva del Consiglio di Stato. Il Gruppo Banca Popolare di Sondrio ha confermato la resilienza del proprio modello di business, conseguendo a livello consolidato un utile netto nel primo trimestre dell'anno pari a € 59,3 milioni. Il risultato netto di periodo riflette il forte incremento dell'attività caratteristica (margine di interesse e commissioni) la quale si attesta a € 213,9 milioni (+11,9% rispetto al 31 marzo 2020) e l'apporto positivo dell'attività finanziaria (€ 32,9 milioni rispetto a € 58,4 milioni con segno negativo del 31 marzo 2020). Il risultato incorpora rettifiche su crediti per € 28,9 milioni e significativi oneri per la stabilizzazione del Sistema bancario pari a € 20 milioni. Alla luce dei risultati conseguiti, il ROE obiettivo per l'anno è previsto superiore al 5%. I ratios patrimoniali, in ulteriore incremento, si attestano su valori ai vertici del settore bancario anche nella versione fully-phased. Il CET1 Ratio si posiziona al 16,41%, il Tier 1 Ratio è pari al 16,45%, mentre il Total Capital ratio perviene a 18,54%. In riduzione lo stock dei crediti deteriorati lordi (a € 2.286 milioni; -0,3%), che pure incorpora l'effetto della nuova definizione di default, così come la loro incidenza sul totale dei finanziamenti lordi clientela (NPL ratio lordo al 7,37% dal 7,45% di fine 2020). Gli indicatori di liquidità, sia di breve (Liquidity Coverage Ratio) sia di medio periodo (Net Stable Funding Ratio) si posizionano su valori di assoluta tranquillità, ben al di sopra dei requisiti minimi regolamentari. In particolare, il Liquidity Coverage Ratio si è attestato a fine marzo al 293%. I costi operativi risultano in lieve incremento (+1,1%) e ammontano a € 139,6 milioni rispetto ai 138,1 milioni di euro del periodo di confronto. Nel confronto con i volumi di fine 2020: la raccolta diretta segna € 35.521 milioni (-0,1%), la raccolta indiretta si attesta, ai valori di mercato, a € 36.223 milioni (+4,1%), di cui € 6.229 milioni relativi al risparmio gestito (+4,4%); quella assicurativa somma € 1.760 milioni (+2,5%). La raccolta complessiva da clientela si posiziona, quindi, a € 73.503 milioni (+2%). Il titolo lunedì ha toccato un massimo intraday a 3,888 euro e ha terminato la seduta a 3,822 euro, in rialzo del 3,58%. I prezzi si stanno avvicinando ai massimi dell'agosto 2018 a 3,89 euro, ultima resistenza ad interporsi al ritorno sul picco di maggio 2018 a 4,03 euro. Solo discese al di sotto della base del gap rialzista del 6 maggio a 3,58 euro circa potrebbero fare temere una inversione di rotta.

Fincantieri 

Fincantieri +6,2% guadagna terreno lunedì. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha confermato che a breve il governo presenterà un piano di investimenti per il rilancio del settore dell'acciaio finanziato con il PNRR. Il piano comprenderà anche investimenti per il rilancio dell'ex-ILVA di Taranto e di Piombino. Sia Fincantieri che Danieli partecipano alle gare per l'assegnazione delle relative commesse. Sotto il profilo grafico Fincantieri è riuscita in avvio di ottava a dare seguito alla reazione avviata la scorsa ottava dopo il test a 0,63 circa della base del banner correttivo che contiene la discesa partita a febbraio. Il titolo dovrà confermarsi oltre 0,71, lato superiore del canale, per rivedere i massimi dell'anno a 0,7410 ed eventualmente per riattivare l'uptrend verso obiettivi a 0,80/0,81. Il ritorno sotto area 0,66 farebbe invece temere un nuovo test della base del canale a 0,63.

Illimity Bank 

Ottima performance per Illimity Bank nel primo trimestre 2021. Il periodo si chiude con utile netto pari a 12,6 milioni di euro, contro i 4,5 dello stesso periodo del 2020 e i 6,8 del quarto trimestre 2020. Gli attivi salgono a 4,3 miliardi di euro, +41% rispetto ai 3 miliardi del trim1 2020 e +5% sul trim4. I crediti netti verso la clientela e investimenti salgono oltre i 2,2 miliardi di euro (+34% a/a). Per l'esercizio 2021 il Management prevede "un'ulteriore crescita significativa degli utili della Banca, nonostante i costi sostenuti per le nuove iniziative strategiche, che saranno presentate al mercato il 22 giugno prossimo in occasione dell'aggiornamento del piano strategico pluriennale". L'analisi del grafico di Illimity Bank mette in evidenza il segnale rialzista inviato ieri: possibile nel breve assistere a un attacco al massimo dell'11 febbraio a 10,18 euro. In caso di successo il titolo riattiverebbe il movimento ascendente partito a marzo 2020 con obiettivo sul record storico a 11,60 toccato a febbraio dell'anno scorso. Segnali ribassisti alla violazione della linea di tendenza che sale dal minimo di agosto 2020, attualmente in transito per 9,18, evento cui seguirebbero approfondimenti verso 8,60-8,65 almeno, con appoggio successivo sul minimo di fine ottobre a 7,62.

(SF - www.ftaonline.com)