Poste Italiane

Risultati in crescita e migliori delle attese per Poste Italiane nel primo trimestre 2021. I ricavi sono saliti del 9,8% a/a a 2,933 miliardi di euro (consensus 2,877) con ottimo contributo dei servizi assicurativi (+40% a/a), l'EBIT del 41% a/a a 620 milioni (consensus 573), il risultato netto del 46% a 447 milioni (consensus 408). L'analisi del grafico di Poste Italiane mette in evidenza il rally degli ultimi mesi e il conseguente avvicinamento al record storico del febbraio 2020 a 11,6350 euro. Il superamento del massimo di due giorni fa a 11,2250 lancerebbe i prezzi verso l'obiettivo con possibilità di successive estensioni verso 12,10-12,20 almeno. Discese sotto 10,73 anticiperebbero invece un test di 10,50-10,55, supporto decisivo per scongiurare il rischio di correzioni più estese.

STM 

STM -3,37% in forte ribasso ieri con il settore dopo il netto calo accusato lunedì sera dal SOX (-4,66%), l'indice di riferimento per il comparto semiconduttori USA. In rosso anche Infineon, ASML, AMS. I titoli del settore sono penalizzati dagli operatori a causa della preoccupazione con cui è atteso il dato sull'inflazione USA, in calendario domani alle 14:30: gli economisti prevedono per il dato "core" ad aprile +0,3% m/m e +2,3% a/a (dati marzo +0,3% e +1,6%). Il grafico di STM evidenzia un pericoloso deterioramento delle condizioni di breve dopo la violazione a 30 euro circa della trend line rialzista disegnata dal minimo di settembre. Si tratta infatti di un segnale ribassista che potrebbe condurre il titolo al test di 28 circa, base del testa spalle rialzista disegnato dal top di dicembre. Se la figura venisse completata le prospettive volgerebbero al negativo anticipando cali verso area 25/25,80. Reazioni oltre 30,94 permetterebbero invece di allentare le tensioni ma solo oltre 31,15 giungerebbero i primi indizi positivi prologo a un allungo verso 33,62 euro, massimo di fine aprile.

Tenaris

Tenaris in netta flessione martedì. Il produttore di tubi per il settore dell'energia è in forte calo, come del resto la concorrente francese Vallourec (-4,83% a Parigi), probabilmente penalizzata dalla notizia del blocco di Colonial Pipeline, il principale oleodotto degli USA (trasporta quasi la metà dei carburanti della costa Est) a causa di un cyberattacco alla piattaforma informatica. Per il ritorno alla piena operatività serviranno alcuni giorni. Le quotazioni sono scese fino a 9,47 euro per poi tornare in area 9,50, in forte ribasso comunque rispetto alla chiusura di lunedì a 9,792 euro. Sul grafico ad elementi giornalieri si è disegnato a partire dal 12 marzo un potenziale doppio massimo, figura ribassista che verrebbe completata dalla violazione a 8,49 del minimo del 29 aprile. In quel caso probabile la ricopertura del gap rialzista del 25 febbraio con base a 7,70 euro. Supporto successivo a 6,50 euro. Solo recuperi oltre area 9,70 permetterebbero un nuovo test della parte alta del doppio massimo, in area 10 euro. Al di sopra dei 10 euro la debolezza dimostrata nelle ultime ore verrebbe accantonata in favore di rialzo verso gli 11,30/40 euro almeno.

(SF - www.ftaonline.com)