Interpump

Interpump guadagna terreno venerdì in scia ai risultati del primo trimestre 2021. I ricavi salgono a 375,6 milioni di euro (+9,2% a/a e sopra i livelli pre-Covid), l'EBITDA a 91,5 milioni di euro (+23% a/a, 24,4% delle vendite da 21,6% un anno fa), l'utile netto del primo trimestre 2021 è stato di 53,8 milioni di euro (+61,5% a/a da 33,3 milioni nel primo trimestre 2020). Sotto l'aspetto grafico Interpump invia segnali incoraggianti riuscendo a dare seguito al bullish engulfing disegnato poco sotto area 42. Il titolo è ben posizionato per riattivare il rally di fondo in direzione di area 48,70, lato superiore del canale che sale dai bottom di marzo 2020. Sotto area 42, e alla violazione della base del canale a 41,50, rischio di discese verso 37/37,50.

Datalogic

Datalogic in forte rialzo venerdì: il primo trimestre 2021 è andato in archivio con ottimi risultati. I ricavi crescono del 13,6% a/a, l'EBITDA adjusted del 199,2% a 21,6 milioni di euro, il risultato netto torna positivo per 9 milioni di euro circa dal rosso di 4,3 milioni del trim1 2020. Da segnalare che l'Adjusted EBITDA margin si attesta al 16,0% rispetto al 6,1% del trim1 2020 e torna a livelli pre-Covid. Le previsioni di crescita dei ricavi per l'anno 2021 rimangono positive e a doppia cifra, in un range tra il 16% e il 20% rispetto al 2020. Il titolo ha toccato venerdì un massimo a 19,25 euro dopo aver terminato la seduta precedente a 16,70 euro. A 17,65 euro i prezzi si sono lasciati alle spalle la trend line ribassista disegnata dal top di marzo inviando un segnale di forza. Questa linea può infatti essere considerata il lato alto del "flag" che contiene i prezzi dal top di marzo. Un "flag" è una figura di continuazione, ovvero interrompe solo temporaneamente la tendenza in essere, in questo caso quella dai minimi di fine ottobre 2020, che può quindi riprendere nel momento in cui il "flag" viene abbandonato. Ulteriori conferme positive verrebbero al di sopra del massimo di marzo a 19,52, prossimo target per il rialzo nel breve termine. Oltre quei livelli l'obiettivo si sposterebbe a 21,80, 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi di gennaio 2018. Solo il ritorno al di sotto di area 17,50 negherebbe i segnali di forza appena inviati.

ERG

Netta flessione venerdì per ERG (-5,05% a 23,30 euro, toccato a 22,32 il minimo da fine 2020) dopo risultati del primo trimestre in crescita (MOL +3% a/a, risultato operativo netto +14% a/a, risultato netto +22% a/a) e revisione al rialzo delle guidance 2021 su EBITDA e investimenti (ma anche dell'indebitamento finanziario netto). Il gruppo ha approvato il Piano Industriale e il Piano ESG 2021-2025: possibile che analisti e operatori si attendessero target più ambiziosi. Gli obiettivi economico-finanziari vedono Ebitda in crescita da 481 milioni di euro nel 2020 a 550 milioni nel 2025, rapporto PFN/Ebitda pari a circa 3,5 nell'arco di piano e dividendo annuale stabile a 0,75 euro per azione. L'analisi del grafico di ERG mette in evidenza che il titolo nella scorsa seduta ha violato la linea che saliva dal minimo di marzo 2020 ed è sceso a mettere pressione sui supporti ed ex resistenze a 22,70-23,00 euro. Si tratta di riferimenti decisivi in ottica di breve-medio termine: l'eventuale violazione degli stessi creerebbe le premesse per approfondimenti verso area 19, minimi di fine ottobre e sostegni fondamentali per scongiurare l'ipotesi di inversione di tendenza con ritorno sui 14 circa di marzo 2020. Segnali di forza in caso di riassestamento sopra 23,80-24,00 e quindi di superamento di 25: ERG a quel punto potrebbe attaccare la resistenza dinamica a 26,50 per poi eventualmente proseguire in direzione del record storico a 27,54 toccato il 26 gennaio.

(SF - www.ftaonline.com)