Unicredit

In rialzo martedì Unicredit. Un report di Barclays pubblicato venerdì scorso ha fatto il punto della situazione sulla vicenda delle DTA (Deferred Tax Assets, imposte differite attive): si tratta di una voce contabile che consente al soggetto aggregante in un'operazione di M&A di ottenere benefici consistenti. Secondo gli ultimi rumor sembra possibile un miglioramento della normativa con un prolungamento delle tempistiche e, soprattutto, un incremento del beneficio potenziale. In particolare, in caso di acquisizione di Banca MPS e Banco BPM da parte di Unicredit, le DTA complessive di cui beneficerebbe il gruppo guidato da Andrea Orcel potrebbero salire da 5,2 a 7,8 miliardi di euro. Nel frattempo Berenberg ha alzato la raccomandazione da "hold" a "buy" e il target price da 8 a 12 euro. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 10,468 euro, stabilizzandosi poi in area 10,36 euro, in rialzo dalla chiusura di lunedì a 10,258 euro. I prezzi sono su un'area di resistenza critica, a 10,25 euro si colloca infatti il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio 2020. Una rottura decisa di quei livelli, segnalata dal superamento di area 10,45 euro, sarebbe un segnale di forza anche in ottica di medio periodo dal momento che prospetterebbe il test almeno di 11,25, livello successivo al 50% nella scala dei ritracciamenti di Fibonacci. Sopra quei livelli prima resistenza a 11,84, lato alto del gap del 28 febbraio 2020. La mancata rottura di area 10,45 e la violazione di area 10 farebbero invece temere di avere visto il termine della fase rialzista intrapresa dai minimi di aprile. Rischio elevato in quel caso di discese fino a ricoprire il gap del 6 maggio con base a 8,85 euro.

Saras

Seduta positiva ieri per Saras che ha approfittato della notizia della vendita della raffineria Deer Park al partner Pemex (avevano il 50% a testa) per 596 milioni di dollari tra cash e debito, più il magazzino di idrocarburi valutato 250-350 milioni di dollari. Secondo alcuni analisti, applicando i multipli dell'operazione Deer Park a Saras (la raffineria di Sarroch presenta molte similitudini con Deer Park) si ottiene un target price implicito di 0,90-0,95 euro. Saras preme da alcune sedute contro ostacoli critici a 0,69/0,70, massimi di marzo e punto di passaggio della trend line che scende dai top di aprile 2020. Una vittoria netta su questo limite proietterebbe i prezzi sui top di inizio anno a 0,74 euro almeno, ma il target potrebbe essere più ampio e raggiungere a 0,82 circa il lato alto del canale che sale dai minimi dello scorso autunno. L'incapacità di lasciarsi alle spalle area 0,70 costringerebbe invece il titolo a ripiegare verso area 0,62 e più in basso fin a 0,60, base del citato canale.

Sesa

Sesa +2,62% in netto rialzo ieri: il titolo ha toccato il nuovo massimo storico a 125,20 euro. Lunedì il gruppo attivo nel settore delle soluzioni di innovazione tecnologica e dei servizi informatici e digitali per il segmento business ha presentato Sesa4Innovation, un nuovo programma di accelerazione industriale. Martedì 18 maggio Sesa aveva annunciato le ultime acquisizioni di una lunga serie: il 60% di Cadlog Group e il 100% di Cimtec GmbH, portando a circa 3.000 clienti (di cui il 40% all'estero) il settore digital process engineering. Con il progresso di ieri Sesa ha portato a +350% il guadagno dal minimo a 27,80 euro toccato il 16 marzo 2020. Il titolo è saldamente inserito all'interno di un canale rialzista il cui lato superiore attualmente transita per 137,80 circa, riferimento che rappresenta l'obiettivo più probabile nel medio termine. Discese sotto quota 120 potrebbero invece preludere a un test di 114-115, base del canale e supporto determinante per scongiurare correzioni più sostanziose in direzione area 100-105 (che comunque non comprometterebbero la struttura rialzista, segnali diversi solo sotto 90).

(SF - www.ftaonline.com)