Campari

Positiva Campari nella prima seduta dell'ottava: la società ha annunciato l'avvio di un programma di buy-back per soddisfare i piani di stock option e altri piani di incentivazione per dipendenti e membri del consiglio di amministrazione. Il riacquisto è iniziato il 31 maggio e terminerà non oltre il 31 marzo 2022 per un valore massimo di 100 milioni di euro, corrispondente a 13.500.000 azioni. Il programma sarà coordinato da EXANE BNP Paribas. Il titolo ha terminato la seduta di lunedì a 10,62 euro (+0,33%), valore coincidente con il massimo di giornata. I prezzi hanno disegnato il 26 maggio una figura ribassista "bearish engulfing" con top a 10,70 che potrebbe rappresentare un punto di arrivo almeno temporaneo del rialzo in atto dai minimi di gennaio. Conferme in questo senso verrebbero al di sotto di 10,23, top del 22 aprile, in quel caso rischio di cali verso 9,80, media esponenziale a 100 giorni. Solo sopra 10,70 il rischio di cali verrebbe allontanato, atteso in quel caso il test di 11,35, linea mediana del canale che sale da marzo 2020.

Atlantia

In evidenza lunedì Atlantia: a quasi tre anni dal disastro del ponte Morandi lunedì si è riunita l'assemblea degli azionisti per decidere sul passaggio di Autostrade per l'Italia dalla holding delle concessioni della famiglia Benetton al consorzio controllato dalla Cassa depositi e prestiti con i fondi Blackstone e Macquarie. L'87% degli azionisti di Atlantia che erano presenti in assemblea ha votato a favore della proposta del consorzio guidato da Cdp per la controllata Aspi per 9,3 miliardi di euro. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 16,39 euro per poi terminare a 16,115 euro, in rialzo del 2,97 rispetto alla chiusura di venerdì. La rottura di 15,67 ha permesso il completamento del piccolo doppio minimo disegnato in area 15,23 dal 19 maggio. Il target della figura si colloca a 16,15 circa, praticamente coincidente con la chiusura di seduta di lunedì. Solo una decisa forzatura di quei livelli porterebbe al test della resistenza successiva, a 16,40 circa. Lo scoglio più rilevante per il titolo è tuttavia posto più in alto, a 17,07 euro, dove si collocano il lato alto del gap ribassista del 9 marzo 2020 e il 50% di ritracciamento della discesa dai massimi di luglio 2019. La rottura di quei livelli aprirebbe la strada al test dei 19 euro. Senza il superamento di 16,40 (o anche di 17,07) rimarrà elevato il rischio di ripensamenti da parte del mercato. Sotto area 15,65 rischio di ritorno a 15,20 euro circa.

Retelit

In rally Retelit (+14,7%). Marbles ha lanciato una offerta pubblica di acquisto sulle azioni non in possesso (attualmente detiene il 28,748% del capitale) a 2,85 euro per azione. Sotto il profilo grafico Retelit è riuscito a strappare al rialzo ed ha toccato nuovi record a 2,975 euro, superando i precedenti record di ottobre 2020 a 2,54 euro. L'arrivo su questi livelli e i segnali di ipercomprato presenti sui principali oscillatori grafici rischiano tuttavia di favorire delle prese di beneficio nel brevissimo termine. A confermare questo scenario anche la formazione nella seduta di ieri di un "hanging man", una figura che compare al termine di un rally e che segnala un esaurimento della spinta rialzista. Discese fino a 2,50 non disturberebbero la tenuta dell'uptrend. Pericolo di indebolimento sotto questo riferimento per supporti a 2,10 circa.

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