Pirelli

Pirelli ieri ha perso terreno: Goldman Sachs ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da neutral a sell (vendere) e ridotto il target da 4,80 a 4,70 euro. Graficamente Pirelli ha dimostrato debolezza in una seduta decisamente positiva per l'indice milanese ed è sceso fino ai livelli di fine maggio a 4,85 avvicinandosi ad area 4,75 per il test della base del canale che sale dallo scorso autunno. La violazione di questo riferimento spalancherebbe le porte ai venditori che avrebbero campo aperto fino a 4,50 almeno. Il ritorno sopra quota 5 aiuterebbe invece a stemperare le recenti tensioni ma solo la rottura di area 5,25 darebbe nuovo slancio alla corsa per target a 5,40 circa, massimi di fine 2019. Obiettivi più lontani a 5,80 circa, lato alto del citato canale.

STM

STM guadagna terreno giovedì. Equita considera positivo l'accordo di collaborazione con Tower Semiconductor. Quest'ultima collaborerà alla realizzazione della fabbrica Agrate R3 300mm attualmente in costruzione presso il sito produttivo di STM di Agrate Brianza. L'intesa favorirà l'accelerazione della tempistica della messa in esercizio a pieno regime della fabbrica. Il titolo si è spinto fino a 30,90 euro per poi assestarsi in chiusura a 30,77, in crescita dalla chiusura di mercoledì a 30,18 euro. Il rialzo tuttavia non ha superato resistenze di rilievo, la prima si colloca infatti a 31,80 euro, linea di tendenza ribassista che scende dal top di metà febbraio di area 35,90 (e passa per quello del 29 aprile) coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di febbraio, la successiva a 33 euro. Sarebbe solo il superamento di area 33 a prospettare il ritorno in area 35,90. Sotto area 29,80 le oscillazioni disegnate dal massimo del 1° giugno si dimostrerebbero un "testa spalle" ribassista, figura il cui completamento anticiperebbe il ritorno sui minimi di maggio a 28,25 euro, supporto critico in questa fase (sotto quei livelli primo target a 27,94, base del gap del 5 novembre).

Mediaset 

Ieri prima riunione del nuovo cda di Mediaset eletto dall'assemblea mercoledì. Confermati il presidente Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi vicepresidente e amministratore delegato. Il board ha anche esaminato gli "andamenti del business in Italia che prevedono, nei primi sei mesi del 2021, una crescita dei ricavi pubblicitari totali di circa il 31,5%, rispetto allo stesso periodo del 2020", grazie al contributo fornito dal secondo trimestre: +65% a/a, risultato superiore alle aspettative di inizio anno. Da rimarcare il fatto che la raccolta pubblicitaria Tv di Publitalia 80 è tornata ai livelli visti nel primo semestre 2019, ovvero pre-pandemia. L'analisi del grafico di Mediaset mette in evidenza il rally partito dal minimo di fine ottobre, con le quotazioni giunte a ridosso del massimi allineati visti tra luglio 2018 e agosto 2019 a 3,00-3,10 euro. Una stabilizzazione oltre questi riferimenti creerebbe le premesse per ulteriori estensioni verso 3,40-3,50 almeno, con obiettivo successivo (medio-lungo termine) in area 4,90 (massimi del 2015). Perentorie discese sotto 2,80 anticiperebbero invece un test del supporto dinamico attualmente in transito per 2,65: in caso di rottura seguirebbe un approfondimento sul minimo di fine aprile a 2,30.

(SF - www.ftaonline.com)